SAN DONATO IN POGGIO (TAVARNELLE) – I linguaggi dell'arte contemporanea nel pensiero poliedrico ed essenziale di un artista del Chianti.
Francesco Bruni racconta il suo universo, sospeso tra realtà e fantasia, fatto di emozioni e conoscenza, ritualità e sguardi rivolti al futuro, nelle prestigiose sale di Palazzo Malaspina, a San Donato in Poggio, con la personale “senzatitolo” che apre i battenti sabato 12 marzo alle 17.30.
La mostra, realizzata in collaborazione con la Pro Loco di San Donato in Poggio ed il patrocinio dell'Unione Comunale del Chianti Fiorentino, è curata da Caterina Pacenti. In mostra negli spazi espositivi di uno dei palazzi storici di maggior pregio della Toscana quindici lavori di Francesco Bruni, tra installazioni e opere pittoriche.
“Bruni ci porta dritti alla realtà, senza filtri, in modo così diretto ed esplicito – commenta la curatrice Caterina Pacenti – fino alla meta; la nostra società, che è erede di ogni meraviglia, per inseguire, emulare, rincorrere la modernità, il benessere, il potere, è diventata corrotta nelle coscienze e nelle forme, nella natura e nel pensiero”.
“Le opere di Bruni – prosegue la cutatrice – ci parlano di un universo assai complesso, ma altrettanto e affascinante, nel quale ciascun “sistema” è relativo rispetto al tutto e alle sue parti e queste ancora rispetto alle geometrie naturali o artificiali che sono alla base di ogni cosa".
"Ci parlano di oggi e di sempre – dice ancora – della realtà e della fantasia, del tangibile e dell’ineffabile, di tracce e presenze, delle cose transitorie e di sentimenti eterni, di una dimensione umana, fatta di gesti, di ritualità, ma anche di tensione verso il futuro, di sogni e speranze".
Poi conclude: "Così anche la vita quotidiana si erge a momento degno di essere rappresentato, ma Bruni – memore dell’arte dell’ultimo secolo – fa qualcosa che va oltre la rappresentazione dell’oggetto: lo prende, lo toglie dal suo contesto, ed è questo che, così com’è, con le sue pieghe ed imperfezioni, le sue lacerazioni ed i segni dell’usura, a diventare la natura morta di se stesso. L’arte è qui dunque espressione, emozione estetica, strumento salvifico e di conoscenza; in Francesco è forte la consapevolezza della necessità dell’arte nella società moderna, alla quale la grande meraviglia del passato non può bastare”.
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 26 aprile e sarà visitabile nei seguenti orari: marzo, venerdì 16-19; sabato e domenica 9.30-12.30 e 16-19; aprile aperto tutti i giorni tranne il mercoledì 9.30-12.30 e 16-19. Ingresso libero. Info: 055 8072338.
di Redazione
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