BARBERINO VAL D'ELSA-TAVARNELLE – Una serata sul tema “La violenza di genere, il fenomeno la sua incidenza”, organizzata dal Lions Club Barberino Montelibertas, con una relazione molto interessante della dottoressa Silvia Ciotti, tavarnellina, criminologa di fama internazionale.
E' andata in scena nei giorni scorsi, dimostrando la grande attenzione dedicata dal club di Barberino e Tavarnelle a un tema di scottante attualità.
Il presidente del club Paolo Sardelli, dopo aver ringraziato i numerosi soci e gli ospiti (tra cui i rappresentati dei Comuni di Tavarnelle e Barberino, alcuni insegnanti delle scuole locali, le autorità lionistiche (tra i quali il vice governatore distrettuale Antonino Poma e il delegato di circoscrizione Enrico Bausi) ha passato la parola alla dottoressa Ciotti.
"Il fenomeno della violenza di genere – ha esordito Ciotti – o femminicidio è un reato dal 1993 nel nostro Paese. Viene definito "violenza contro le donne" ogni atto legato alla differenza di sesso che provochi o possa provocare un danno fisico, sessuale, psicologico o una sofferenza della donna, compresa la minaccia di tali atti, la coercizione o l’arbitraria privazione della libertà sia nella vita pubblica che nella vita privata (ONU, 1993, General Assembly)".
Poi ha ricordato i dati. Terribili: "Una donna su tre nel mondo subisce violenza; ben 165 Paesi hanno leggi contro la violenza ma tutte diverse tra loro. Il 35% delle donne a livello mondiale ha subito violenza nella propria vita; in alcuni Paesi si raggiunge il 70% (in India il 92%)".
Venendo al vecchio continente, Ciotti ha spiegato che "nell’Unione Europea la percentuale media è del 43%. Dati del 2012 riportano che circa la metà delle donne uccise sono state per mano di un membro della famiglia. In Italia dal 2013 con la legge 119 sono state aggravate le pene, ma solo il 40% dei casi di violenza viene conosciuto e solo il 10% dei casi trova denunce presso gli organi di polizia.
Molte le tipologie di violenza.Si parte dai maltrattamenti domestici: "L'Istat – ha spiegato Ciotti – ci dice che nel 2009, 6.743.000 donne tra i 16 e i 70 anni in Italia sono state vittime di violenza domestica, il 14,3% hanno subito violenza fisica o sessuale dal partner. Nel 24,1% dei casi le ferite riportate dalle donne sono state così gravi da richiedere il ricorso a cure mediche".
"Altre forma di violenza – ha ricordato – sono gli stupri e abusi sessuali, lo stalking. Fino all’omicidio. La percezione della violenza è diversa però: infatti solo il 18,2% delle donne ritiene la violenza domestica reato, il 44% la definisce qualcosa di sbagliato, il 36% definisce la violenza domestica qualcosa che è accaduto".
Lo stalking è stato presentato da Ciotti come “forma di terrorismo rivolta contro un individuo allo scopo di ottenere un contatto con quest’ultimo e dominarlo. A queste forme di violenza c’è spesso una risposta ambigua. Sono reati considerati più un fatto privato che un problema sociale. Un retaggio culturale li porta a essere visti come problemi interni alla famiglia".
La dottoressa Ciotti ha continuato dando ulteriori numeri del fenomeno nel mondo: "Matrimoni precoci: 700 milioni di donne sono state costrette a sposarsi a un’età inferiore ai 18 anni, delle quali 250 milioni ad un’età inferiore a 15 anni. Mutilazioni genitali femminili: più di 200 milioni di donne nel mondo sono state sottoposte a queste pratiche, di solito prima dei 5 anni di età".
E ancora, "molestie e minacce online. Nell’Unione Europea, una donna su dieci sperimenta questo tipo di violenza. La violenza a scuola colpisce 246 milioni di bambini e bambine nel mondo (soprattutto queste ultime, una su quattro dice di non sentirsi al sicuro usando i bagni della scuola). Aborti selettivi: noti in Asia fin dal periodo della dominazione coloniale inglese, sono Cina e India i Paesi più colpiti. In India nel 2011 sono "scomparse" (mai nate) 3 milioni di bambine, in media 48 bambine in meno ogni 1.000 nati; 10 milioni di bambine in 20 anni Cina: in 30, "scomparse" 40 milioni di bambine (attualmente ci sono 33 milioni di uomini più delle donne).
In conclusione, secondo la dottoressa Ciotti "la violenza di genere è un fenomeno culturale diffuso, che nel medio/lungo periodo può essere combattuto solo con l’educazione e l’informazione di uomini e donne. L’educazione deve partire dalle famiglie e dalla scuola. Misure preventive sono fondamentali nel breve periodo per fronteggiare l’emergenza e proteggere le vittime. Ogni manifestazione di disagio o di paura, ogni segnalazione di minacce, maltrattamenti o abusi deve sempre essere presa seriamente".
"Serve – ha concluso – una specifica formazione delle forze dell’ordine, necessaria per trattare con questo tipo di vittime e di reati; eliminare ogni forma di incertezza e ambiguità nella formulazione delle leggi in materia".
Dopo le domande di alcuni soci, l'assessore Marina Baretta ha ricordato la creazione di centri di ascolto locali da parte dei Comuni del Chianti fiorentino, nati proprio per aiutare le donne contro la violenza di genere.
di Redazione
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