PRATALE (TAVARNELLE) – Angelo Cresti, Attilio Cresti, Oreste Cresti, Bruno Gori, Giuseppe Gori, Livio Gori, Marcello Gori, Omero Gori, Serafino Gori, Giuliano Lotti, Carlo Lotti, Giovanni Raspollini.
Quando padre Andrea dell’Abbazia di Badia a Passignano ha fatto i loro nomi, Mirella Gori e Mirella Lotti si sono portate le mani sulla faccia per nascondere le lacrime che, a distanza di settantadue anni dall’eccidio per mano dei soldati tedeschi del 23 luglio 1944, scorrono ogni qualvolta ricordano i loro cari.
Tante le persone arrivate a Pratale (la Santa Messa si è svolta nella radura del bosco chiamato i’ Doccino) per la commemorazione della strage: i sindaci David Baroncelli di Tavarnelle, Giacomo Trentanovi di Barberino Val d’Elsa, Massimiliano Pescini di San Casciano, Paolo Sottani di Greve in Chianti.
In alto i labari dei Comuni, così come quelli dell’Anpi Sezione Barberino e Tavarnelle, della Confraternita della Misericordia di Tavarnelle e Barberino, Gruppo Fratres, l’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo di Tavarnelle, l’Arma in servizio e la Polizia Locale.
Dopo la Santa Messa, grazie alle navette messe a disposizione della Misericordia, Auser, e l’assistenza dei volontari de “La Racchetta” di Tavarnelle, le persone si sono spostate lungo via Martiri di Pratale per ripercorrere il “Cammino della Memoria” accompagnati dal racconto di Massimo Salvianti, dal violino di Angela Tempestini e dalla chitarra di Carlo Alberto Aquilani.
Una marcia in mezzo alla campagna assai simile a quella di settantadue anni fa, con soste davanti a Fabbrica e alla casa di Pratale dove furono prelevate le famiglie.
Poi l’ultimo tratto verso il bosco, tutti insieme. In testa il violino e la chitarra, il narratore, sindaci, gonfalone, parenti, mentre il sole tramontava al canto delle cicale e degli uccelli. Che solo il giorno della strage si zittirono davanti al crepitare delle mitragliatrici.
di Antonio Taddei
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