“La politica ai tempi della pandemia”: il bilancio 2020 di Potere al Popolo a Castelnuovo B.ga

"La crisi morde e anche il nostro territorio è interessato da problematiche socio-economiche forse mai sperimentate nel dopoguerra"

CASTELNUOVO BERARDENGA – “La crisi morde e anche il nostro territorio è interessato da problematiche socio-economiche forse mai sperimentate nel dopoguerra”.

Inizia così la riflessione di Potere al Popolo a Castelnuovo Berardenga, in consiglio comunale nell’arco di questa legislatura con Roberto Montanelli.

“E gli effetti della pandemia – prosegue PaP – delle conseguenti chiusure e  delle contrazioni del lavoro devono ancora manifestarsi completamente”.

“Noi – dicono – crediamo che il nostro ruolo di forza politica, seppur limitato, in termini di agibilità fisica, dalla situazione pandemica, sia quello di promuovere la solidarietà sociale, il mutualismo e di rappresentare un elemento di controllo e di stimolo nei confronti dell’amministrazione comunale, affinché a livello locale le istituzioni facciano quanto in loro potere per il bene della comunità”.

“La cosa più importante – aggiungono – in questo momento, è non lasciare indietro nessuno e quindi dedicare particolare attenzione alle situazioni di maggiore fragilità. Per questo abbiamo attivato il telefono rosso per dare supporto a tutti coloro che si trovano in difficoltà dal punto di vista lavorativo e siamo attivi nella raccolta di cibo ed indumenti per le famiglie che si sono trovate in condizioni di indigenza”.

Poi, vengono al bilancio della loro attività: “Ci siamo occupati di questioni legate alle scuole di Castelnuovo (i lavori che non partono alle medie con i ragazzi costretti a stare nei container e  le difficoltà alla primaria legate ai disservizi dovuti all’emergenza sanitaria) e ai rifiuti (ciclo integrato dei rifiuti e proposte legate al riuso e all’ecoscambio)”.

“Non abbiamo certo trascurato altre questioni – rivendicano – legate al territorio e all’ambiente, come la mancanza di interventi pubblici in borghi che, nonostante la vocazione turistica, versano in stato di abbandono, come Villa a Sesta”.

E ancora, “abbiamo stimolato il dibattito e il confronto su temi che potrebbero avere un impatto sulla salute della cittadinanza e sullo sviluppo sostenibile del territorio, come l’uso dei diserbanti, l’installazione delle antenne per il 5G, la denuclearizzazione del territorio”. 

“La fase storica è molto difficile – ammettono in conclusione – ma anche il contributo di un’opposizione costruttiva e popolare come la nostra può essere utile alla comunità e fare in modo che nessuno rimanga indietro, con uno sguardo al futuro delle nuove generazioni che si basa su risorse essenziali come l’agricoltura sostenibile, il paesaggio, le tradizioni e l’ambiente”.

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