GREVE IN CHIANTI – "Come rappresentante della Lega Nord a Greve in Chianti, raccolgo le lamentele dei cittadini e mi faccio loro portavoce".
Inizia così la riflessione di metà agosto di Simone Verniani (in foto sopra insieme al leader nazionale del Carroccio Matteo Salvini), consigliere comunale della Lega Nord a Greve in Chianti, sul tema della presenza dei migranti sul territorio grevigiano.
"Alle varie assemblee pubbliche indette dal Comune di Greve in Chianti e Figline-Incisa Valdarno – esordisce Verniani – relative all'arrivo in strutture private di migranti richiedenti asilo, si erano sentiti tanti discorsi, tante promesse e molte rassicurazioni, dai sindaci Paolo Sottani e Giulia Mugnai, dai loro assessori alle politiche sociali, dai responsabili delle cooperative Cristoforo e Cenacolo, addirittura a Poggio alla Croce abbiamo ascoltato anche l'intervento di un rappresentante della Prefettura di Firenze".
"Problematiche varie – ricorda Verniani – erano state esposte dai cittadini delle frazioni che avrebbero ospitato i "migranti", a partire dal problema della sicurezza e dei controlli, della cosiddetta integrazione forzata con numeri non consoni alle relative realtà abitative locali. Le cooperative avevano garantito il controllo costante degli ospiti, il rispetto del regolamento interno e la segnalazione alla Prefettura in caso di violazione di tali regole, e assicuravano la gestione di tutte le loro esigenze, quali spostamenti, vitto e alloggio, alfabetizzazione ai vari livelli, inserimento al mondo del lavoro, accompagnamento presso strutture ospedaliere in caso di necessità".
"Di tale regolamento delle cooperative – continua Verniani – richiesto dai cittadini per poterlo consultare e visionare, pare che nessuno sia riuscito ad ottenerne una copia, a quanto risulta al sottoscritto. Durante le prime settimane dopo gli insediamenti nelle strutture, non sono stati segnalati problemi particolari con i nuovi arrivati, ma ora le cose stanno cambiando, ed evidentemente non in meglio".
"Riguardo a Poggio alla Croce – sottolinea Verniani – che ne ospita 36, a detta dei responsabili delle cooperative dovevano tutti rientrare negli alloggi entro le 22.30, ma a tutt'oggi permangono fuori della struttura ben oltre mezzanotte inoltrata, a volte fino alle 2; le numerose bottiglie di birra che vengono consumate vicino alla piazzetta del paese vengono abbandonate dove capita, e si sono sentite affermazioni tra ospiti e responsabile della serie: "Ragazzi rientrate che è tardi!". "Noi rimaniamo fuori quanto ci pare, tanto non ci puoi fare niente!" .E questo è solo l'inizio, se non verranno prese in considerazione le lamentele dei residenti, che gradirebbero anche una maggiore presenza dei carabinieri di Figline, anche questa fra le promesse fatte tempo addietro!".
"Passando alla situazione del Ferrone – rimarca Verniani – dove alloggiano 10 minori albanesi ed un kosovaro, tutelati dallo Stato proprio perché non hanno raggiunto la maggiore età, la mancanza di rispetto delle regole va oltre ogni decenza! Se in Italia i minori non possono acquistare né fumare sigarette, né acquistare o bere alcolici, vorrei sapere tanto come si intende educare tali ragazzi e farli crescere? Magari fregandosene delle leggi Italiane? Visto che tali comportamenti sono stati osservati e documentati dagli abitanti della frazione, che denunciano anche un irrispettoso frastuono nelle ore notturne, a seconda dell' operatore presente, una chiara risposta sarebbe d' obbligo!".
"Al Mulino di Cintoia – dice ancora Verniani – vi è l'altro CAS con 16 ospiti nigeriane, con non pochi problemi. E' risaputa la mancanza d'acqua potabile della struttura ospitante, che aveva dichiarato il falso nell' autocertificazione di inizio attività, dicendo di essere collegata con Publiacqua, fatto risultato non veritiero. Il pozzo a cui attinge non è dato a sapere se sia regolare e soprattutto se l' acqua sia effettivamente consumabile per uso domestico o meno".
"La cooperativa Cristoforo – ricorda – si era accollata la fornitura di acqua potabile alla struttura tramite autobotti, ma i vicini residenti non ne hanno visto mai passare una, e sarebbe opportuno poter visionare le fatture della fornitura, se è quello il sistema di approvvigionamento idrico, oppure la certificazione del pozzo e la dichiarazione di potabilità dell' acqua risultante, per fugare ogni dubbio".
"Ci si lamenta pure – conclude – dei frequentissimi passaggi del fuoristrada che accompagna le ragazze e donne verso Strada in Chianti, dove prendono la Sita per Firenze, il quale ha ridotto in uno stato pietoso le impegnative salite sterrate che portano dalla struttura alla strada asfaltata".
di Redazione
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