Il “day after” di San Polo: Il Gazzettino “in viaggio” fra fango e voglia di darsi da fare

La grande solidarietà dei sanpolesi. E la paura: "Ho visto il fiume ingrossarsi e ho capito che saremmo stati allagati"

SAN POLO (GREVE IN CHIANTI) – Il giorno dopo è un gran brutto giorno a San Polo in Chianti.

 

Entrando in paese la strada principale è sporca del fango lasciato dall’esondazione del borro di Rubbiana che, insieme alla terra delle colline circostanti (scesa oltre che dalla strada che arriva da Quarate anche da quelle che arrivano dai campi), martedì 8 maggio ha allagato la parte centrale dell’abitato.

 

Proprio in quel punto, dove ci sono le vecchie case del paese e le attività commerciali, l’acqua del fiume ha scavalcato l’argine e ha dilagato invadendo abitazioni e fondi commerciali, lasciando dietro di sé fango e danni ingenti.

 

Oggi è proprio quel fango che gli abitanti di San Polo stanno ancora pulendo via, tutti insieme, dandosi una mano a vicenda là dov’è più necessario, indossando stivali e guanti, impugnando pale e scope per far tornare velocemente tutto alla normalità.

 

L'EDICOLA – Forse uno dei negozi più colpiti

 

Ma anche per essere di sostegno a chi è stato colpito, condividendone il peso e dimostrando appartenenza a una comunità che reagisce unita nel momento del bisogno.

 

Sui muri ancora il segno del livello raggiunto, una parte del muretto laterale alla “Macelleria San Martino” abbattuto dal corso d’acqua che, come ci racconta il macellaio, si è trascinato dietro anche una Fiat Panda lì parcheggiata ritrovata poi nel letto del fiume Ema a oltre un chilometro dai tecnici del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno.

 

I tavoli della “Trattoria sotto l’Arco” sono stati messi in mezzo alla strada, e alcune persone li stanno lavando.

 

Il proprietario, Gabriele, sta pulendo il pavimento all’interno: “Noi abbiamo avuto solo acqua, in tutto il locale, ma solo acqua da pulire. Rispetto agli altri non è andata tanto male” ci dice.

 

Anche al bar tabacchi solo alcuni centimetri di acqua, grazie anche alla pedana rialzata su cui ci sono alcuni tavolini, davanti all’entrata.

 

Come anche l’ufficio postale di fianco, da dove è stata pompata via con le idrovore dopo che aveva invaso tutto il locale, senza però danneggiare troppo l’arredamento.

 

L’edicola di Simona, e le abitazioni di fianco, sono forse le più colpite per via della strada che è più alta del marciapiede proprio di fronte all’ingresso.

 

Con le grate delle fognature che non riuscivano più a ricevere, l'edicolante si è vista allagare dalla forza dell’acqua, senza ostacoli, il suo negozio.

 

 

“E’ già la terza volta che ci succede, non recentemente ma quando avevamo già l’attività – ci racconta Simona in mezzo a un continuo viavai di persone che puliscono e portano fuori le cose rovinate – L’acqua non riusciva a defluire. Sicuramente incide anche la pulizia del letto del fiume, perché abbiamo visto trasportare tronchi di alberi ed altri detriti che arrivati al ponte non sono riusciti a passare. Prima il ponte era costruito con delle griglie di ferro per farla uscire l’acqua. Adesso, rifatto in muratura, ostacola il passaggio e diventa quasi una diga.

 

“Quando ho visto che il fiume si ingrossava – ricorda – ho avvertito i pompieri della situazione, immaginavo che di lì a poco saremo stati allagati.  Abbiamo tolto le griglie alle fogne; poi però, quando abbiamo visto che non potevamo fare più niente, siamo usciti e siamo andati più su. Non ho parole per ringraziare il paese che è subito intervenuto ad aiutarci”.

 

Anche il vicino negozio di abbigliamento sta facendo la conta dei danni, il proprietario ci dice che domani dovrebbe riuscire ad aprire.

 

INSOLITA ALLUVIONATA – Una tartaruga, ritovata in mezzo al fango

 

Alcune abitazioni al piano terra in quel tratto di strada sono nelle stesse condizioni, dalle porte aperte si vedono alcuni mobili che sono stati sollevati da amici e parenti accorsi per evitare ulteriori danni. E permettere di pulire ancora e prosciugare l’acqua rimasta.

 

In giro ci sono ancora alcuni i mezzi di soccorso e nella mattinata anche il sindaco Paolo Sottani era in giro con dei funzionari della Città Metropolitana per i sopralluoghi.

 

“Una situazione straordinaria per cui verrà preparato un decreto per lo stato di calamità regionale – dice – Una bomba d’acqua incredibile. I soccorsi sono entrati in funzione immediatamente, amministrazione comunale, vigili del fuoco e protezione civile riuscendo a riaprire la strada nella serata ripulendo e portando via tutto il materiale. Il fiume era pulito grazie ad una adeguata manutenzione, stiamo monitorando il ponte che ha rappresentato la criticità di questa situazione. Ci rendiamo conto che per qualcuno la situazione è drammatica”.

 

Anche una insolita esondata ha subito l’impeto dell’acqua finendo lontana da quella che era la sua casa. Apparentemente in buone condizioni, anche se  probabilmente frastornata, una tartaruga, grossa e fangosa, è stata ritrovata all’interno di un garage.

di Silvia Rabatti

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