Una pagina della storia grevigiana riletta attraverso il lavoro delle ricamatrici

Nei giorni dell'Expo bellissima la mostra allestita da Legambiente Chianti fiorentino in via I Maggio

GREVE IN CHIANTI – Nei giorni dell'Expo del Chianti Classico a Greve in Chianti si è svolta anche l’esposizione di ricami organizzata dal circolo Legambiente Chianti Fiorentino.

 

Grazie anche alla passione ed all’impegno di Alba Marilli (di "Fantechi ricami a mano") in via I Maggio 39 si è riletta una pagina di storia grevigiana.

 

Le foto delle ricamatrici di Greve in Chianti tratte dal libro di Carlo Baldini “Il lavoro delle donne a Greve in Chianti. Giaggiolaie, Trecciaiuole, ricamatrici” e la bella biancheria da casa ricamata a mano esposta sulle artistiche scale in legno, i cesti, i mobili di Emilio Nesi, hanno riportato in vita ricordi che si temeva fossero perduti.

 

Le donne di Greve in cerchio a ricamare sui marciapiedi delle vie e al Parco Sant’Anna; il profumo di petrolio nella stanza dell’Anneris, probabilmente la più famosa disegnatrice di Greve.

 

Superando di molto le aspettative che il circolo aveva quando ha iniziato il percorso per la realizzazione di questo evento, questa piccola mostra che non può rimanere occasionale, bensì divenire prima di una serie, "ci ha fatto aprire un baule di ricordi – dicono gli organizzatori – e tesori preziosi che appartengono a tutta la comunità".

 

Ma non c’è questo soltanto: in pre-inaugurazione l’esposizione ha avuto l’onore della visita di alcune “nonne” del Rosa Libri.

 

"La scelta di via I Maggio – proseguono – ci ha permesso di aprire anche questa porta: realizzare un evento che potesse essere facilmente visitato anche da chi ha problemi di mobilità e ha più difficoltà a frequentare sedi con accessi agevolati, ma meno semplici. Nel nostro piccolo abbiamo fatto un piccolo passo nella direzione indicata dall’Europa in premessa all’adozione della decisione di “anno 2018 Anno Europeo del patrimonio culturale”: rendere accessibile anche a persone con mobilità ridotta (come gli anziani) il patrimonio culturale, inteso come risorse ereditate dal passato in tutte le forme e gli aspetti, ivi inclusi le conoscenze e le espressioni della creatività umana".

 

"Ed è per noi un onore – proseguono – ascrivere il ricamo a mano nella lista dei beni da candidare a patrimonio culturale. L’esposizione ha ricevuto contributi in corso d’opera: Lucia ha portato ricami di famiglia e le fotocopie di uno storico manuale per l’insegnamento del ricamo “alle povere fanciulle” di inizio ‘900".

 

Signore esperte hanno dato disponibilità ad essere consultate per future consulenze e contributi diversi. Molti hanno chiesto di ripetere l’evento a Greve (il prossimo weekend in forma simile si ripeterà a Panzano), ma anche altrove.

 

Leggendo i commenti lasciasti sul guest book troviamo queste espressioni: “bellissima esposizione di ricami e di vita”, “ho rivisto tanta della mia vita”, “un tuffo nel passato che fa bene al cuore ed all’anima”, “se potessi ricamerei ancora”.

 

La richiesta più ricorrente è stata quella di trasformare questo evento in qualcosa di permanente. 

 

"Per noi – dicono da Legambiente Chianti fiorentino – è stata un’esperienza ricchissima ed insieme ad Alba ed Emilio cercheremo di non perdere il filo di questa sottile rete che si è spontaneamente intessuta.  Anche il sindaco di Greve in Chianti Paolo Sottani e l’assessore Gionni Pruneti hanno visitato l’esposizione e ci siamo impegnati a rivederci a breve per riflettere insieme su questo entusiasmo e queste aspettative". 

 

"Ringraziamo con particolare calore Claudia Piccini – tengono a dire – perché la figura della ricamatrice ha fatto capolino dalle pagine del suo bel libro “L’importante è sentir battere il cuore”. Ringraziamo tutti quelli che ci hanno visitati e ci scusiamo per non poterli citare tutti, ognuno di loro ha infatti lasciato un piccolo prezioso contributo". 

 

"Noi ne siamo convinti – concludono – Ricercare e riaccendere memorie apparentemente minori, ma che sono importanti nell’identità della comunità alla quale apparteniamo, ci riunisce, ci rafforza e facilita anche la comunicazione tra generazioni. In questa occasione ne abbiamo avuto una  convincente conferma".  

di Redazione

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