Fra riuso e curiosità. In giro fra i banchi di Svuota la Soffitta a Greve

Un mercato che è anche un viaggio nella memoria, fra oggetti di uso quotidian e stranezze assortite

GREVE IN CHIANTI – Con la complicità di una splendida giornata di sole, domenica 15 ottobre, in tanti hanno potuto passare qualche piacevole ora in piazza Matteotti a Greve.

 

Il nobile, e socialmente avanzato, intento dell’incentivazione al riuso ed allo scambio… non è il solo che ha mosso le tante persone presenti.

 

Ad avere il tempo e la curiosità di osservarle, mentre camminavano fra le bancarelle dei “commercianti per caso” che hanno riempito la piazza principale del capoluogo, ci si accorgerebbe che potrebbero (anzi potremmo) essere divisi i tre categorie che, scherzando, assomigliano ad altrettante “razze”. 

 

C’è l’"Homo Emit" che sa, più o meno, quello che sta cercando, o almeno conosce (e bene) la categoria di quello che è disposto ad acquistare.

 

 

Ha gusti, interessi o gusti chiari.  Le due sottospecie di questa tipologia sono il compratore economico (cerca di spendere poco o ancora meno) ed il compratore intenditore (si “ciba” di specifiche categorie di prodotti).

 

Da buon predatore, appare presto nell’ambiente di caccia.  Come l’aquila fa un primo giro veloce fra i banchi adocchiando al volo le possibili prede, poi ripassa, chiede, contratta e, nel caso di convenienza, compra.

 

Invece appartiene agli "Homo Excitatur" l’individuo che non manca di stupirsi nel rivedere cose che hanno fatto parte della sua quotidianità e che credeva estinte, magari alcuni decenni addietro.

 

Nello spiegare a chi l’accompagna la funzione dell’oggetto o l’episodio della sua vita che si lega a quello, rivive emozioni e si diverte. 

 

Non di rado, dopo il re-incontro con quel pezzo della sua esistenza, non se la sente di abbandonarlo “un’altra volta”. Magari non sa, una volta tornato a casa, dove riporlo, ma è cosa che sente come di famiglia e non di rado la compra.  

 

A questa razza di compratori è assimilato anche il turista evoluto, magari di un altro continente, che, con pochi euro, si porta a casa un originale pezzetto della terra che sta visitando.

 

Lui chiede dettagli e si sforza di comprendere le spiegazioni. Questi esemplari sviluppati non sono certo in sovrannumero, ma intorno Greve è possibile avvistarli.

 

 

La terza tipologia di avventori, L’"Homo Infrequens", partecipa distrattamente alla festa. Si ritrova per caso fra le bancarelle di cui non sapeva della presenza, oppure è passato di lì tanto per uscire e fare un “qualcosa”. 

 

Se ha cuccioli ha il suo daffare per tenerli alla giusta distanza dai banchi dove ci sono giocattoli o a tenere a bada il compagno che ha adocchiato il banco con le figurine dei calciatori o viceversa la compagna che ha notato un vaso niente male.

 

Non sempre riesce a convincere tutti che è “troppo caro” o che “non servirà mai” ed allora, anche lui, tornerà a casa con il suo sacchettino con le compere.

 

Oltre queste famiglie antropologiche, probabilmente, ognuno potrà catalogare altre specie e sottospecie umane. Quello che accomuna tutti (o quasi) i visitatori interessati, al di là dell’età, estrazione sociale o culturale, ecc. è la sana curiosità.

 

Pure lo “studio” dei vari espositori, dal più improvvisato ed improbabile, al più professionale ed attrezzato, potrebbe essere uno spunto interessante.

 

Anche se le considerazioni sopra riportare non hanno trasmesso la piacevolezza che si è vissuta al mercatino “Svuota la soffitta” di ottobre, comunque, bisogna ammettere l’attrazione dello stare all’aria aperta e magari con l’allegria della Street Band “Attraroba” che ha simpaticamente fatto da colonna sonora nel pomeriggio.

 

Per tutti i bambini, sempre nel pomeriggio, c’era anche il divertimento dei giochi ed intrattenimenti organizzati dall’oratorio di Greve nello spazio antistante la chiesa.

 

di Redazione

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