SAN CASCIANO – C'è anche il dottor Carlo Cappelletti, medico conosciutissimo a San Casciano, attuale vice presidente vicario di ChiantiMutua, fra i nove firmatari del ricorso presentato al giudice in merito all'assemblea di ChiantiBanca del 14 maggio scorso.
Un ricorso che, lo ricordiamo, come ha confermato la stessa banca nei giorni scorsi, è "relativo al terzo punto all’ordine del giorno dell’ultima assemblea che si è svolta il 14 maggio scorso". Ovvero a quello che sanciva l'adesione alla holding trentina.
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"Il punto in questione – spiegava la banca – aveva come oggetto l'informativa sulla riforma del Credito Cooperativo. Progetto di costituzione dei gruppi bancari cooperativi. Discussione e deliberazione di adesione al gruppo bancario cooperativo Cassa Centrale Banca”.
"La citazione – si leggeva a questo proposito nella nota diffusa dalla banca – riguarda l’approvazione delle attività svolte fino alla data del 14 maggio 2017 dal Cda uscente in relazione al progetto di adesione al costituendo gruppo trentino e verte solo ed esclusivamente su questo tema".
Oltre al merito del ricorso, per capire le dinamiche che stanno agitando le acque dentro e fuori dalla banca, è interessante vedere anche chi lo ha promosso.
Insieme a Cappelletti ci sono molti soci di Pistoia: Andrea Amadori (ex presidente della Bcc di Pistoia, "fusa" in ChiantiBanca nel luglio 2016); Monica Berti (socia pistoiese); Susanna Cambi (socia di Firenze); Enzo Pacini (ex responsabile ufficio soci ed ex amministratore Bcc di Pistoia); Michele Vuolato (ex amministratore Bcc Pistoia); Marco Carraresi (ex consigliere regionale); Maria Grazia Vinattieri (dipendente Federazione Toscana Bcc); Simone Brogialdi (socio fiorentino).
Il ricorso, lo ricordiamo ulteriormente, parte dalla considerazione che già durante l'assemblea al "calor bianco" del 14 maggio, alcuni soci contestarono il fatto che il punto all'ordine del giorno (ovvero l'adesione a Cassa Centrale) venisse discusso e messo in votazione mentre erano state aperte le urne per votare il rinnovo del Cda. E quindi la maggior parte delle persone fosse, in quel momento, fuori dalla sala.
Facendo un rapido "screening" dei firmatari, si possono iniziare a scorgere alcuni movimenti sotterranei che stanno piano piano venendo alla luce.
E che riguardano soprattutto la Federazione Toscana delle Bcc e due dei "dimessi forzati" del marzo scorso, ovvero l'ex dg Andrea Bianchi e l'ex vicepresidente Stefano Mecocci (confermato dal nuovo Cda alla guida della Fondazione).
Entrambi sono indagati dalla Procura della Repubblica di Firenze, al pari di altri ex amministratori, per falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza. E sono in attesa del "verdetto" di Bankitalia sul loro operato.
Tornando al ricorso, tutta una serie di firme pistoiesi e quella di Maria Grazia Vinattieri potrebbero infatti essere ricondotte all'alveo della Federazione Toscana delle Bcc, che ha seguito da vicinissimo (per usare un eufemismo) la vicenda ChiantiBanca cercando di "sterzarne" l'adesione dal Trentino a Roma.
La figura del dottor Cappelletti può invece essere ricondotta, con poco timore di essere smentiti, a quella dell'attuale presidente di Fondazione ChiantiBanca Mecocci.
Infine ci sono le firme di Carraresi e soprattutto Brogialdi che sono "linkate" direttamente alla figura di Andrea Bianchi.
Chi era presente all'assemblea di maggio infatti, non può non ricordare gli attimi di straordinaria tensione sia all'inizio che durante la giornata. E accanto a Bianchi erano ben presenti (e "attivi") sia Carraresi che lo stesso Brogialdi.
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Insomma, in vista di una probabile assemblea che potrebbe mettere davanti ai soci la scelta finale sulla scelta della holding a cui aderire (da un Cda previsto a inizio ottobre potrebbe uscire la data), è già iniziata… la formazione degli schieramenti.
E il pressing nel caso si vada a un'altra, tesissima, campagna elettorale.
di Matteo Pucci
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