CASTELLINA IN CHIANTI – “Rocca delle Macie nasce nel 1973 da un sogno di mio padre Italo, che proviene dal mondo del cinema. Dopo alcuni successi molto importanti ha deciso di realizzare il sogno della sua vita: il vino”.
A parlare รจ Sergio Zingarelli, proprietario di una delle maggiori aziende nel territorio chiantigiano e presidente del Consorzio Vino Chianti Classico.
Che ci ricorda come suo padre abbia “prodotto i film di Terence Hill e Bud Spencer (la serie di Trinitร in particolare). Eโ partito da zero nel mondo del cinema e poi ha deciso di investire nel mondo del vino: negli anni Ottanta seguiva le due attivitร ma poi ha spostato lโattenzione sua e della famiglia sul vino”.
“Ero appassionato di cinema da piccolo – prosegue Zingarelli – poi perรฒ ho seguito la strada di mio padre, ovvero quella di investire e appassionarsi al vino: lui ha sempre detto di aver trovato maggiori soddisfazioni nel vino che nei film. Trovare un suo vino su un tavolo di un ristorante a New York era piรน gratificante delle code al botteghino”.
“I miei primi ricordi legati al vino? Innanzi tutto – risponde – quando accompagnavamo papร , ed eravamo nel luglio del โ73, appena aveva comprato Le Macie. Si veniva da Roma alla scoperta di questa proprietร in una Toscana completamente diversa da oggi. Castellina in Chianti era piรน abitato di oggi ma non certo frequentato da turistiโฆ . Quando ero ancora minorenne sono venuto qui con degli amici romani a lavorare per due settimane nelle vigne, togliendo i sassi: era un altro mondo”.
“Ho fatto i miei studi a Roma – racconta Zingarelli – nel 1983-โ84 ho iniziato a seguire mio padre in maniera piรน assidua, nel 1986 ho deciso di trasferirmi da Roma qui a Rocca delle Macie dove risiedo adesso”.
“Come รจ cambiato il mondo del vino? Ogni anno – risponde – ci sono delle grandi modifiche di cui giorno per giorno non ci accorgiamo. Poi un giorno ci giriamo indietro e vediamo un altro mondo. Faccio un esempio: mi sono laureato a Roma e volevo fare la tesi sul marketing nel settore vitivinicolo, nel 1985-โ86 il professore mi disse che nel mondo del vino non cโรจ marketing. C’era molta improvvisazione, con pochi nomi consolidati in Italia e allโestero: per le aziende lungimiranti era piรน facile espandersi. Oggi ci sono maggiore professionalitร , preparazione, concorrenza. Lo scenario รจ completamente diverso”.
“Gli anni rampanti erano gli anni Novanta – prosegue – quelli della maturitร con delle prospettive molto interessanti. Oggi รจ aumentata la concorrenza, italiana ed estera, che comunque vedo sempre come stimolo. Lโofferta di vini italiani รจ enormemente migliorata altrimenti si sarebbe trovata fuori dal mercato. Essere un produttore di Chianti Classico oggi? Come tutte le importanti denominazioni penso che appartenere a questa denominazione e a questo territorio debba essere un orgoglio. Io mi presento sempre con grande orgoglio come uno dei produttori piรน importanti di Chianti Classico: in 30 anni la nostra azienda ha contribuito a diffonderlo nel mondo”.
“Per me – sottolinea – il vino di Rocca delle Macie รจ il Chianti Classico, anche se poi per ragioni di curiositร (e anche commerciali), ci confrontiamo con altre tipologie allargando i nostri investimenti. Il vino che mi rappresenta? Eโ il Chianti Classico e il Chianti Classico Riserva. Abbiamo aggiunto da poco la specifica โFamiglia Zingarelliโ per farlo capire ancora di piรน”.
“Abbiamo un potenziale enorme – rilancia – utilizzato non a pieno: ci sono tante aziende importanti di grandi dimensioni che diffondono la qualitร e lโimmagine del Chianti Classico nel mondo, alcune piccole che elevano ancora di piรน lโimmagine. Cโรจ da armonizzare le forze e questa funzione la puรฒ avere unicamente il Consorzio: la cosa importante oggi รจ far capire a tutti che una denominazione e un territorio (connubio fondamentale) per avere successo deve avere dei soci che capiscano che servono sia le grandi aziende che lavorano bene, che i piccoli produttori. Ogni tanto purtroppo noto che ci sono dei contrasti invece che delle sinergie”.
“Il Consorzio – sottolinea Zingarelli – deve lavorare per lโimmagine, aiutare a veicolare questa immagine di territorio nel mondo: deve dare un grande supporto alla denominazione. Abbiamo un nome un poโ particolare, da divulgare differenziandolo da denominazioni simili: รจ un lavoro piรน delicato rispetto ad altre come il Brunello o il Barolo”.
Poi ricorda un obbiettivo particolare, ovvero quello di “arrivare a 220-250 euro a ettolitro sullo sfuso, il prezzo che permette allโagricoltore di guadagnare e a chi imbottiglia di fare stabili strategie commerciali”.
“Che Chianti Classico esce da Rocca delle Macie? Stiamo andando sempre di piรน verso una valorizzazione del territorio – spiega – e rispetto ad alcuni anni fa stiamo cercando di proporre vini piรน freschi, probabilmente meno potenti rispetto ai vini degli anni Novanta. Si va piรน verso lโeleganza e sempre di piรน verso lโutilizzo del Sangiovese: non sono uno di quelli contrari ai vitigni internazionali, che si possono piantare dove ci sono certi terreni. Negli ultimi anni abbiamo rinnovato tutto il nostro parco vigneti, partendo dallโestirpazione e dal re-impianto di quelli piรน vecchi (alcuni erano ancora in produzione) per migliorare la quantitร del Sangiovese. Oggi siamo attorno ai 180-190 ettari vitati, 100-110 iscritti a Chianti Classico: facciamo quattro milioni di bottiglie”.
“La crisi? Lโabbiamo affrontata con lโuscita del Sasyr – dice – una tipologia piรน moderna che ha incontrato tantissimo ovunque e in particolare nei mercati nord americani: 60% Sangiovese e 40% Syrah; in poco tempo siamo arrivati a 400mila bottiglie con una qualitร riconosciuta anche su riviste, giornali, guide. Ed ha un prezzo medio intorno ai 15 dollari sugli scaffali americani”.
Sul commerciale si va un po’ in contro tendenza: “Per noi lo zoccolo duro รจ sempre stata lโItalia, anche se negli ultimi cinque anni il mercato italiano รจ calato molto mentre sono aumentate le vendite allโestero. Abbiamo in Italia una rete commerciale nostra con quattro capi area e una novantina di agenti con cui copriamo quasi tutto il territorio. Siamo unโazienda orientata sempre verso il canale tradizionale che รจ quello che negli ultimi anni ha risentito di piรน della crisi”.
“Sullโestero? Lavoriamo su tantissimi mercati – prosegue Zingarelli – fra i 50 e i 60 Paesi: i principali sono Usa, Canada, Germania. Poi mercati importanti ma di seconda fascia Inghilterra, Belgio, Brasile, Russia, Francia, Giappone. La Cina? La vedo come una grande risorsa potenziale in cui investire, e il vino รจ giร in ritardo da questo punto di vista. Ci sono grandi chance per crescere come presenza nel futuro. Credo tantissimo nella denominazione del Chianti Classico veicolato con il Gallo Nero (che sembra siย un segno positivo nella simbologia cinese): รจ un mercato in cui sta crescendo la fascia media del prodotto che fino ad oggi era piรน penalizzata. Sembra che la crescita culturale del cinese medio e medio-alto stia avanzando. Ho fatto un viaggio recente in Cina: bisogna fare promozione ed educazione, non sanno che lโItalia รจ uno dei maggiori produttori mondiali di vino, per loro un vino italiano o rumeno per adesso รจ la stessa cosa. La Francia รจ piรน avanti di noi? Sรฌ: sono piรน bravi a vendersi e promuoversi, controllano molte catene di distribuzione. Stanno investendo da anni”.
Come si immagina il futuro di Rocca delle Macie? “Il futuro di Rocca delle Macie me lo immagino come un testimone del vino e del territorio chiantigiano nel mondo – conclude Sergio Zingarelli – Come uno dei testimoni piรน importanti: quando si lavora in questo settore con la bottiglia di vino si cerca sempre di sorprendere. Lavorare con la mentalitร di fare qualcosa in questo senso. Cercare un continuo miglioramento della qualitร , dellโimmagine, della presentazione: abbiamo messo delle ottime basi per unโulteriore crescita”.
Matteo Pucci
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IL CHIANTI CLASSICO
Quando si apre una bottiglia di Chianti Classico ci si immerge in una storia che parte da lontano. Nei 70.000 ettari del territorio di produzione del Gallo Nero, uno dei luoghi piรน affascinanti al mondo. Firenze e Siena delimitano il territorio di produzione.
Otto comuni: Castellina, Gaiole, Greve e Radda in Chianti per intero e, in parte, quelli di Barberino Tavarnelle, Castelnuovo B.ga, Poggibonsi, San Casciano.
Un terroir unico per la produzione di vino e olio di qualitร ; centinaia di etichette garantite dalla DOCG: รจ vero Chianti Classico solo se sulla fascetta presente sul collo di ogni bottiglia si trova lo storico marchio del Gallo Nero.
Il Consorzio Vino Chianti Classico conta, ad oggi, oltre 600 produttori associati. In questo spazio racconteremo presente e futuro del vino e dell’olio in questo territorio; storie, strategie, rapporto con il mondo.ย ย Info: www.chianticlassico.com.



































