Giani: “Semplificare norme anti-Covid, scuola in presenza e libertà di movimento per vaccinati”

"La libertà di movimento deve essere garantita alle persone che si sono vaccinate, a partire dai bambini di 5-11 anni. La didattica a distanza dovrà essere riservata ai positivi e ai non vaccinati"

FIRENZE – “Semplificazione delle procedure burocratiche anti-Covid, superamento delle fasce di colori per permettere il più ampio margine di mobilità ai vaccinati, scuola in presenza e una visione della riforma sanitaria che possa consentire alle Regioni di sviluppare una politica adeguata al fabbisogno reale delle nostre comunità, in vista delle opportunità del Recovery fund”.

A dirlo è il presidente Eugenio Giani a conclusione di una importante riunione con tutti i presidenti delle Regioni, che si è tenuta oggi a Roma in presenza, prima che iniziasse il voto in Parlamento per l’elezione del presidente della Repubblica, per “mettere a punto richieste forti nei confronti del Governo”.

“Il sistema dei colori è di fatto superato dalla realtà – dice Giani – ed è inutile. Non ha senso colorare di bianco, giallo e arancione le Regioni e mettere in difficoltà la mobilità dei cittadini e le attività produttive, dopo i grandi sacrifici fatti per vaccinarsi”.

“Bisogna invece distinguere tra chi è vaccinato e chi non lo è – rilancia – Chi è vaccinato può liberamente circolare. Sarà il green pass, sulla base della legislazione in essere, a fare la differenza e a consentire di accedere ai luoghi”.

“La libertà di movimento – incalza Giani – deve essere garantita alle persone che si sono vaccinate, a partire dai bambini di 5-11 anni”.

“La richiesta di semplificazione vale, infatti, anche per la scuola – prosegue Giani – Non si può dire che la scuola deve essere in presenza e poi bastano due positivi per mandare tutta la classe in dad e non differenziare tra chi è contagiato e chi non lo è”.

“La didattica a distanza – rimarca – dovrà essere riservata ai positivi e ai non vaccinati. Anche per la scuola servono regole chiare, per consentire ai dirigenti scolastici di lavorare al meglio e alle famiglie di non sentirsi disorientate”.

“Tra le richieste su cui ci siamo confrontati – annuncia Giani – abbiamo messo a fuoco con forza anche idee per misure strutturali in sanità, per una disciplina che regolamenti l’accesso alle professioni sanitarie: non ha più senso parlare di numero chiuso”.

“Le Regioni – conclude – devono poter assumere direttamente i nuovi medici che si rendono disponibili per le strutture di cura territoriale come saranno per esempio le case e gli ospedali di comunità”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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