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lunedì 11 Maggio 2026
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    Vuoi riavere i denti che hai perso? Allo Studio del dottor Andrea Viaggi, a Impruneta, si fa… così!

    La combinazione tra volume di casi e risultati clinici permette oggi allo studio di posizionarsi tra le strutture di riferimento in implantologia in Toscana ed in particolare nella zona del Chianti: l'analisi

    TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – Quando si parla di implantologia dentale, la domanda più importante è una sola: quale percentuale di successo hanno gli impianti dentali?

    La letteratura scientifica internazionale è molto chiara. Le grandi revisioni sistematiche riportano che la sopravvivenza implantare a lungo termine si colloca generalmente tra il 95% e il 98%, valori già considerati eccellenti in medicina.

    Ma proprio perché le percentuali sono già alte, la vera differenza tra un centro medio e una struttura di eccellenza emerge nei numeri reali ottenuti nella pratica clinica.

    Nel corso del 2025, presso lo studio dentistico del dr. Andrea Viaggi ad Impruneta sono stati inseriti 325 impianti dentali, con soli 6 fallimenti registrati.

    Questo significa una percentuale di successo del 98,2%, un valore che supera ampiamente molti dati riportati nella letteratura scientifica internazionale, dove i tassi di fallimento nella pratica privata possono arrivare anche al 3–5%.

    Numeri di questo livello sono particolarmente rilevanti perché riguardano soprattutto riabilitazioni complete dell’arcata, considerate tra i trattamenti più complessi dell’implantologia moderna.

    Ottenere percentuali di successo così elevate in questi casi significa dimostrare un’elevata prevedibilità chirurgica, protocolli rigorosi e una grande esperienza clinica.

    Ed è proprio la combinazione tra volume di casi, risultati clinici che permette oggi allo studio di posizionarsi tra le strutture di riferimento in implantologia in Toscana ed in particolare nella zona del Chianti.

    Perché risultati superiori alla media non sono casuali

    Quando senti parlare di percentuali di successo del 98% negli impianti dentali, la domanda che dovresti farti è questa: da dove arrivano questi risultati?

    Perché numeri così alti non sono mai frutto del caso. In implantologia esistono molti fattori che possono influenzare l’osteointegrazione e la stabilità degli impianti nel tempo: la qualità dell’osso, la precisione chirurgica, il carico protesico e la gestione del paziente prima e dopo l’intervento.

    La letteratura scientifica dimostra chiaramente che il fallimento implantare è un evento multifattoriale. Fattori come il fumo, la scarsa qualità dell’osso, il sovraccarico meccanico o una pianificazione chirurgica imprecisa possono aumentare il rischio di complicanze e perdita dell’impianto.

    Proprio per questo motivo le percentuali di successo più alte si osservano negli studi che applicano protocolli clinici rigorosi e standardizzati.

    Nel nostro studio a Tavarnuzze, uno degli elementi chiave è la pianificazione chirurgica estremamente accurata. Prima di inserire un impianto, ogni caso viene studiato con esami radiologici tridimensionali e con una progettazione digitale che consente di valutare volume osseo, posizione degli impianti e distribuzione delle forze masticatorie.

    Questo approccio permette di ridurre drasticamente il rischio di errori di angolazione o posizionamento, un problema che secondo alcune analisi scientifiche può interessare fino al 40% degli impianti quando la pianificazione non è adeguata.

    Chirurgia implantare in ambiente sterile: un dettaglio che fa una grande differenza

    Un elemento spesso sottovalutato riguarda le condizioni in cui viene eseguito l’intervento chirurgico.

    Molti pazienti non lo sanno, ma in una parte significativa degli studi odontoiatrici gli impianti vengono inseriti in ambiente “pulito”, non sterile.

    Questo significa che, pur rispettando le normali norme igieniche dello studio dentistico, non vengono applicati tutti i protocolli chirurgici tipici di una vera sala operatoria.

    Nello studio del dr. Andrea Viaggi a Impruneta , invece, la chirurgia implantare viene eseguita seguendo protocolli di sterilità estremamente rigorosi, molto simili a quelli utilizzati negli interventi ospedalieri.

    L’intervento viene eseguito in una sala chirurgica dedicata, con procedure che includono:

    • preparazione sterile del campo operatorio
    • utilizzo di teli chirurgici sterili
    • strumentazione completamente sterilizzata
    • protocolli rigorosi di asepsi

    L’obiettivo è ridurre al minimo il rischio di contaminazione batterica durante l’intervento, uno dei fattori che possono interferire con il processo di osteointegrazione dell’impianto.

    Questa attenzione quasi “maniacale” per la sterilità non è un dettaglio secondario.
    È uno degli elementi che contribuiscono a rendere l’implantologia una procedura estremamente prevedibile.

    Numeri di questo livello non sono il risultato di una singola tecnica o di un singolo fattore, ma di un insieme di protocolli clinici estremamente rigorosi applicati in tutte le fasi del trattamento.

    L’esperienza clinica: perché il numero di casi trattati fa la differenza

    Quando devi sottoporti a un intervento chirurgico, probabilmente ti fai una domanda molto semplice: quante volte questo medico ha già fatto questo intervento?

    È una domanda assolutamente legittima. In chirurgia esiste infatti una relazione molto chiara tra volume di casi trattati ed esito clinico. Più un’équipe esegue una determinata procedura, più i protocolli si affinano e più il trattamento diventa prevedibile e sicuro.

    In implantologia questo principio è ancora più evidente. Inserire un impianto dentale non significa solo posizionare una vite nell’osso. Significa valutare qualità dell’osso, posizione ideale dell’impianto, distribuzione delle forze masticatorie, gestione dei tessuti molli e progettazione protesica finale.

    Quando queste variabili vengono affrontate centinaia o migliaia di volte, il processo diventa progressivamente più preciso.

    Questo è uno degli elementi che permette di mantenere protocolli estremamente solidi e riproducibili, perché ogni caso trattato contribuisce a migliorare l’esperienza clinica complessiva della struttura.

    Riabilitazioni complesse

    Un altro elemento che rende particolarmente significativi i risultati dello studio del dr. Andrea Viaggi è relativo al tipo di casi trattati. Molti dei pazienti che arrivano a Tavarnuzze non presentano situazioni semplici, ma condizioni cliniche complesse che spesso vengono inviate da altri dentisti da diverse regioni d’Italia.

    Si tratta frequentemente di pazienti con grave perdita di osso (atrofia ossea avanzata) o con situazioni cliniche che rendono difficile l’implantologia tradizionale. In questi casi, la riabilitazione richiede grande esperienza nella gestione dei tessuti ossei e gengivali e protocolli chirurgici avanzati, in particolare:

    • Utilizzo di impianti transinusali e pterigoidei
    • Implantologia zigomatica
    • Rigenerazione e ricostruzione ossea
    • Ricostruzione dei tessuti gengivali

    Perché questi risultati posizionano lo studio tra i centri di riferimento in implantologia

    Quando si mettono insieme tutti gli elementi descritti finora, il motivo per cui lo studio del dr. Andrea Viaggi a Tavarnuzze viene spesso considerato un punto di riferimento in implantologia diventa piuttosto chiaro.

    Da un lato ci sono risultati clinici documentati su un numero molto elevato di trattamenti, con percentuali di successo che superano i valori medi riportati nella letteratura internazionale.

    Dall’altro c’è un approccio estremamente rigoroso in ogni fase del percorso terapeutico, dalla diagnosi parodontale iniziale fino alla chirurgia eseguita in ambiente sterile.

    A questi aspetti si aggiunge un fattore che raramente viene considerato dai pazienti ma che in medicina è fondamentale: l’esperienza maturata nel trattamento di casi complessi. Una parte significativa dei pazienti che arrivano alla clinica presenta infatti situazioni di grave perdita ossea o condizioni cliniche che richiedono protocolli avanzati di riabilitazione implantare, spesso dopo essere stati indirizzati da altri professionisti.

    Il fatto che risultati così elevati vengano ottenuti non solo nei casi semplici ma anche in queste condizioni più difficili rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’attività clinica dello studio.

    In definitiva, ciò che distingue una struttura realmente specializzata non è un singolo fattore, ma la combinazione di esperienza chirurgica, protocolli rigorosi, ricerca scientifica e risultati clinici verificabili nel tempo.

    Ed è proprio questa combinazione che permette oggi allo studio el dr. Andrea Viaggi di rappresentare una realtà di riferimento per l’implantologia dentale, sia per i pazienti che cercano una riabilitazione complessa sia per i colleghi che desiderano confrontarsi con protocolli clinici avanzati.

    FAQ – Domande frequenti sugli impianti dentali

    QUANTO DURANO GLI IMPIANTI DENTALI NEL TEMPO?

    Se correttamente mantenuti, gli impianti dentali possono durare anche decenni. Il fallimento implantare è un evento raro ma possibile.

    Tra le cause più frequenti ci sono:

    • parodontite non trattata prima dell’intervento
    • scarsa qualità dell’osso
    • infezioni batteriche
    • fumo
    • sovraccarico masticatorio
    • errori di pianificazione chirurgica

    Quando questi fattori sono controllati correttamente, gli impianti rappresentano una delle terapie più prevedibili della medicina moderna.

    È possibile mettere impianti dentali anche quando manca molto osso?

    In molti casi sì. L’implantologia moderna consente di trattare anche pazienti con atrofia ossea avanzata grazie a tecniche chirurgiche avanzate come:

    • implantologia zigomatica
    • impianti pterigoidei
    • impianti transinusali
    • rigenerazione ossea guidata

    Questi trattamenti sono più complessi e richiedono un’elevata esperienza chirurgica, motivo per cui spesso i pazienti vengono indirizzati a studi con maggiore esperienza.

    Gli impianti dentali fanno male?

    L’intervento di implantologia viene eseguito in anestesia locale, quindi il paziente non avverte dolore durante la procedura.

    Dopo l’intervento può comparire un leggero fastidio o gonfiore temporaneo, generalmente controllabile con comuni farmaci antidolorifici e antiinfiammatori.

    Molti pazienti riferiscono che l’intervento è meno impegnativo di quanto si aspettassero.

    Perché l’esperienza del chirurgo è importante in implantologia?

    In chirurgia esiste una relazione diretta tra numero di casi trattati ed esiti clinici.

    Maggiore è l’esperienza del team chirurgico, maggiore è la capacità di:

    • gestire anatomie complesse
    • pianificare correttamente la posizione degli impianti
    • prevenire complicanze
    • trattare casi con grave perdita ossea

    Per questo motivo molti pazienti con situazioni complesse vengono indirizzati a studi con elevato volume di attività implantologica.


    (CONTENUTO SPONSORIZZATO)

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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