“Memoriae et Historiae di Semifonte”: bilancio positivo per la festa medievale di Barberino Val d’Elsa

Il sindaco David Baroncelli: "Il successo è legato ai suoi protagonisti, i cittadini, alle passioni legate alla storia e alle abilità artigianali"

BARBERINO TAVARNELLE – Il cuore storico di Barberino Val d’Elsa ha pulsato per migliaia di persone.

Arcieri, giocolieri, musici, mercanti, sbandieratori, dame e damigelle hanno scandito alla loro maniera, a suon di cornamusa, al ritmo di tamburi, sventolando bandiere, con i profumi dei piatti tipici della gastronomia dell’anno Mille, due giornate intense di vita medievale vissute nel castello di Barberino Val d’Elsa e ispirate alla figura di San Francesco, in occasione dell’ottavo centenario della morte del santo.

Un’occasione straordinaria in cui il territorio è tornato indietro nel tempo e ha offerto a numerosissimi cittadini e turisti la possibilità di trascorrere momenti di grandi emozioni, culminate nella sfilata della rievocazione storica con oltre sessanta persone che hanno indossato abiti realizzati a mano dalle sarte volontarie dell’atelier della festa “Sartor Antiqua”.

Per “Memoriae et Historiae di Semifonte” il successo dell’edizione 2026 (12 e 13 settembre) è stato indiscutibile.

Favorevoli il meteo e la massiccia partecipazione della comunità, la festa promossa e finanziata per la sedicesima edizione dal Comune di Barberino Tavarnelle con il contributo della Regione Toscana, ideata e organizzata dall’Associazione Happy Days onlus, ha conquistato grandi e piccini.

“E’ stata un’importante occasione di rilancio e di promozione delle risorse storico-culturali del borgo – dichiara l’assessore alle tradizioni popolari Paolo Giuntini – l’identità del Castello, con le sue magiche atmosfere ricreate dai vicoli, i borghi, le piazzette, animato dal lavoro di squadra dei tanti volontari che si sono adoperati per il bene del paese, investendo sulle proprie abilità artigianali, la passione e la dedizione, è la formula del successo di questa manifestazione”.

“La riuscita della manifestazione – commenta il sindaco David Baroncelli – è legata al coinvolgimento, anche da parte degli organizzatori, della comunità che ogni anno si impegna nella realizzazione dei diversi aspetti della festa; i veri protagonisti di questa edizione, oltre agli artisti, capaci peraltro di intrattenere in ogni angolo del borgo, sono stati i cittadini residenti che hanno proposto e organizzato alcuni dei momenti e degli spazi dedicati alla gastronomia medievale.

“Un ringraziamento a tutti – aggiunge il sindaco –  alla direzione artistica curata da Francesco Mattonai, alla presidente di Happy Days Anna Brancaccio, alla parrocchia di Barberino Val d’Elsa e alla Caritas parrocchiale, alle associazioni di volontariato ed in particolare ai cittadini e alle cittadine, ai residenti di Barberino che hanno fatto propria un’iniziativa che parla della storia, dell’identità del nostro territorio e attesta il bisogno che il centro storico ha di essere rivitalizzato”.

“La nostra è una storia contemporanea che si nutre di ricerca, approfondimento, studio, artigianalità per dare profondità al futuro – conclude Anna Brancaccio – siamo felicissimi del risultato ottenuto quest’anno che ha visto davvero il nostro bel borgo vivere e riempirsi di gioia e pace con il grande spettacolo del Medioevo e i sorrisi della gente, i tanti bambini e giovani che hanno preso parte alla due giorni da volontari, cittadini attivi e spettatori, sono loro i nostri migliori ambasciatori di solidarietà e cultura della memoria”.

Un ringraziamento anche alle ricamatrici del progetto del Comune sulla valorizzazione del Punto Tavarnelle che hanno preso parte all’evento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...