TAVARNELLE- Sulla questione della moria dei pesci in Pesa a monte dell'abitato di Sambuca, verificatasi nel giorno di Natale dello scorso anno, interviene anche il MoVimento 5 Stelle di Tavarnelle.
Ricordando che nell'ultimo consiglio comunale si è parlato della vicenda, con particolare riferimento a quello che si sta facendo per accertare le responsabilità, in seguito alla presentazione dell'interrogazione del consigliere comunale di maggioranza Tibero Bagni.
"Come M5S avremmo voluto poter prendere parte alla discussione sull'argomento – dicono – dal momento che è legato alla gestione di Publiacqua. Ma un'interpretazione troppo restrittiva da parte del presidente del consiglio comunale, ci ha impedito di esercitare il diritto di dire la nostra sull'accaduto".
"L'episodio – dicono dal M5S, pur senza per adesos le conferme da parte di chi ha svoluo campionature, analisi e indagini – ci risulta sia stato causato da uno sversamento accidentale di cloro proveniente dall'impianto di potabilizzazione della Sambuca, nell'alveo del fiume Pesa; non è altro che l'ultimo di una serie di preoccupanti episodi, che ci portano necessariamente a sollevare i nostri più che ragionevoli dubbi sull'operato di Publiacqua".
Episodi che ricordano: "La segnalazione di reato penale fatta dall'Arpat, per uno sversamento di liquami dall'impianto di depurazione di Tavarnelle ai Rovai nel 2013, impianto che come è noto, è gestito da Publiacqua. Per tali fatti ricordiamo che noi del M5S presentammo un interpellanza circa un anno fa".
"Gli allagamenti provocati dalle piogge intense del 15 giugno 2015 nel paese di Tavarnelle – proseguono – provocati anche a causa del fatto che i tombini per la raccolta delle piovane risultarono essere intasati. Fatto che ha messo in evidenza la mancata manutenzione del sistema di raccolta delle acque piovane, che ci risulta essere un servizio affidato a Publiacqua".
"La questione dei tubi di amianto – continuano quelli del M5S – che riguarda tutta la rete gestita da Publiacqua con oltre 225 Km di tubi, dei quali una decina nel comune di Tavarnelle, che è stata volgarmente minimizzata anche da questo consiglio comunale in occasione di una mozione da noi presentata nel 2015".
"I 59 milioni di euro di mancati investimenti sulla rete -dicono ancora – non fatti da Publiacqua tra il 2011 e il 2014, da noi più volte denunciati a tutti i livelli congiuntamente con i movimenti per l'acqua bene comune".
E ancora "i gravi casi in cui, Publiacqua ha fatto pagare indebitamente, a molti utenti anche tavarnellini, i canoni di allacciamento alla fognatura, e di depurazione. Dove osserviamo che per stessa ammissione di Publiacqua, risulta che deve rimborsare 317 utenze solo a Tavarnelle, e quasi 3400 in tutto il Chianti fiorentino, a cui ha fatto pagare indebitamente tali canoni".
"A tali fatti così gravi – riprendono – si aggiungono almeno due casi di cui siamo a conoscenza, dove Publiacqua sta chiedendo, senza averne il diritto il pagamento con gli arretrati di tali canoni. La denuncia per stalking e tentata estorsione aggravata, che un'utenza tavarnellina ha sporto in questi giorni".
"Tutti questi fatti – dicono quelli del M5S tavarnellino – mettono in evidenza con drammatica eloquenza, la totale inadeguatezza con cui Publiacqua sta gestendo un bene così importante per la collettività. Un bene che secondo lo spirito dei referendum del 2011, deve essere pubblico".
"Vorremmo sapere – chiedono – se esiste nell'amministrazione comunale, una persona preposta a controllare il regolare svolgimento delle mansioni e doveri affidati a Publiacqua; se esiste tale figura, vorremmo sapere se sono stati presi provvedimenti disciplinari nei confronti di tale persona, visto che dai fatti elencati, risulta evidente che non ha fatto il suo lavoro".
"Vorremmo sapere – rilanciano – se nel contratto di affidamento del servizio idrico a Publiacqua, è previsto un regime sanzionatorio nei confronti di Publiacqua, che la punisca per le inadempienze sopra citate. E nel caso in cui non fosse previsto tale regime sanzionatorio, vorremmo che fossero spiegati i motivi".
"Infine – concludono – vorremmo chiedere se non si ritiene opportuno studiare la possibilità di cambiare gestore, una volta terminato il contratto vigente con Publiacqua".
di Redazione
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