Simone Verniani (Lega Nord): “Celebrazioni in onore di Oriana Fallaci in chiaro scuro”

Il referente grevigiano: "Dal triste consiglio comunale senza opposizioni, alla serata in biblioteca piena di gente"

GREVE IN CHIANTI – Celebrazioni in chiaro scuro quelle in onore di Oriana Fallaci, organizzate in occasione del decennale dalla sua scomparsa dal Comune di Greve in Chianti.

 

A dirlo è Simone Verniani, referente grevigiano della Lega Nord, presente a tutte le iniziative. Che come momento più… "scuro" indica il consiglio comunale del 21 settembre: "Qui il presidente del consiglio Giulio Saturnini e vari altri componenti della maggioranza hanno ricordato la loro compaesana con parole di apprezzamento ed elogio per l'operato di una vita intera e la particolare personalità della scrittrice (come voleva essere chiamata Oriana), senza dilungarsi più del necessario".

 

"Da notare – evidenzia Verniani – molto tristemente, l'assenza totale dei cinque componenti delle opposizioni, arrivati alla spicciolata proprio dopo la fine del ricordo. Presenti in sala solo tre persone del pubblico compreso me".

 

"Sabato mattina del 15 ottobre invece – e qui si viene ai… "chiari" – per l'inaugurazione del parco e dell' opera d'arte, entrambi dedicati alla Fallaci, sulla collinetta erbosa appena all'inizio di Greve, sulla sinistra venendo da Firenze, era presente una folta schiera di rappresentanti del Comune, la realizzattrice Viola Granucci e una ventina circa di persone del luogo".

 

"Una normale cerimonia – prosegue – della durata di un'oretta circa, con foto di rito e discorsi relativi all' anima della "Donna Vitruviana", e spumante finale".

 

Poi, il gran finale: "La serata del 17 ha ricevuto invece, in un crescendo straordinario rispetto alla prima, una abbondante presenza di pubblico in biblioteca, una sessantina circa le persone compresi i relatori e gli ospiti. Qui si respirava già un'altra atmosfera, farcita di aneddoti e ricordi raccontati in prima persona dagli ospiti e da qualcuno del pubblico, che avevano conosciuto personalmente la Fallaci, chi a Firenze in Oltrarno, chi a Greve, chi professionalmente".

 

"Viene fuori – dice ancora Verniani – che lei non era né di destra, né di sinistra, ma solo una combattente per la libertà, intesa in tutte le sue declinazioni, fermamente contraria all'Islam non come religione (non era xenofoba), ma come minaccia radicale all'Occidente, non solo con le armi, ma  soprattutto con una lenta invasione demografica".

 

"L'intervistatrice più famosa al mondo – prosegue – era una donna essenzialmente sola, con delle regole ferree per il suo lavoro, si considerava un soldato, ma era anche molto legata alla sua Firenze. Niente la ha amareggiata di più del fatto di non aver mai ricevuto il Fiorino d' Oro".

 

"Si potrebbe scrivere di questa grevigiana una vita – conclude – ma sicuramente lei da lassù non si sarà meravigliata di quante persone che ieri la denigravano e la portavano all' indice come "pazza", che non si sono mai degnate di andare sulla sua tomba fino a un mese fa, oggi si siano piano piano convinte che lei aveva visto più lungo di tutti loro, prevedendo il futuro incerto e tenebroso che ci attende".

di Redazione

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