GREVE IN CHIANTI – Nuovo mercato di Greve, un progetto imposto dall'alto per il CentroSinistra per Greve: "Il mercato deve restare tutto nella sua sede storica, i commercianti sono disponibili a ridurre i propri spazi". Della stessa opinione è anche il Movimento 5 Stelle: "L'amministrazione si metta in ascolto di chi in quella piazza prima di tutto ci lavora".
Dell'assetto del nuovo mercato di Greve si è discusso in consiglio comunale il 27 ottobre scorso: il piano del commercio su aree pubbliche presentato dalla giunta prevede una divisione del mercato di Greve in due parti uguali: un po' in piazza Matteotti, un po' in piazza della Resistenza.
Una scelta che in consiglio ha ottenuto il voto favorevole della sola maggioranza PD. L'assessore Pruneti aveva risposto assicurando di aver superato le resistenze degli ambulanti e di godere dell'appoggio delle associazioni dei commercianti. "Una certezza che nei giorni a seguire è stata smentita completamente dalla realtà – attaccano il Centrosinistra per Greve e il M5S – con il manifestato disaccordo delle associazioni di categoria, la evidente rabbia degli ambulanti e la malcelata avversità dei cittadini"
"Abbiamo appreso direttamente dagli operatori del mercato che sarebbero disponibili – continua il gruppo consiliare Centrosinistra – ognuno per quanto gli fosse stato possibile, a ridurre lo spazio dei banchi per poter creare il nuovo assetto del mercato in sicurezza, ma con l'obiettivo primario di rimanere tutti in piazza. In conclusione il progetto della giunta appare come una scelta calata dall'alto sui cittadini, alimentando polemiche sul chi ne trarrebbe vantaggio".
"Dal nostro punto di vista – spiega Luca Venturini del Centrosinistra per Greve – il decoro della piazza non è offeso dalla presenza del mercato che vi ha anzi la sua locazione storica. E comunque una operazione di contenimento degli spazi lo garantirebbe appieno, senza danneggiare quello che è nei fatti un mercato che funziona e che anzi dà un fascino aggiuntivo per i turisti".
Stessa idea anche dei pentastellati: "Abbiamo scoperto che su quel progetto non erano d’accordo né le associazioni di categoria, né tantomeno gli ambulanti – spiega Sonia Butini – Lo abbiamo appreso dai giornali e dalla viva voce degli operatori del mercato. Naturalmente l’obiettivo principale di restare tutti in piazza, in quel mercato che ha origini medievali citato anche da Lorenzo il Magnifico che raccontava di averlo visitato".
Continuano i pentastellati di Greve: "Poi leggiamo sul Gazzettino una riflessione dell’Antica Macelleria Falorni che auspicherebbe con la messa in sicurezza del mercato, un permesso permanente per il proprio gazebo che attualmente deve essere smontato il sabato mattina, nel nome di un maggior decoro della piazza stessa. Dal nostro punto di vista, se fosse possibile salvare capra e cavolo sarebbe davvero ottimale. In caso contrario, però, non ci sembra assolutamente giusto far pagare il prezzo di tale presunto decoro ad un mercato che storicamente è in quella piazza e che funziona soprattutto da un punto di vista economico, cosa non di poco conto di questi tempi".
Resta però il problema della sicurezza, ma sia il Centrosinistra che il M5S credono sia possibile arrivare ad una soluzione soddisfacente per tutti e chiedono che l’amministrazione comunale rimetta in discussione la soluzione votata dalla maggioranza Pd.
di Redazione
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