POGGIO ALLA CROCE (GREVE IN CHIANTI-INCISA/FIGLINE) – Una petizione, con più di 220 firme, per dire no all'arrivo di migranti nell'edificio storico di Villa Viviana di Poggio alla Croce (nella foto), ma anche un contro-comitato che si è mosso per il sì all'accoglienza, e ora è organizzato un primo momento di confronto tra i cittadini per discutere su opinioni, dubbi, perplessità.
"Come già appurato in altre situazioni simili come "Il Saltino" – si leggeva nella petizione del no al centro profughi, consegnata ai Comuni e alla prefettura qualche settimana fa – tale iniziativa risulta estremamente negativa sia per le piccole comunità che accolgono, sia nei confronti degli ospiti che finiscono per essere relegati in zone scomode e lontane da tutti i servizi. Con queste condizioni di ghettizzazione risulta difficile l'integrazione con le popolazioni locali alimentando la diffidenza".
Nel "contro volantino" invece, di chi non è d'accordo con le firme del no viene ricordata la vicenda dell'accoglienza fatta da Poggio alla Croce a una famiglia albanese negli anni della guerra nei Balcani: "Alla luce di questo e dello spirito di comunità che ha sempre animato il nostro paese, ci azzardiamo a pensare che questa potrebbe essere un'opportunità piuttosto che un problema".
Poi a Poggio alla Croce si sono fatti avanti la chiesa con il parroco don Martino in favore del dialogo e la Sms con il suo presidente Carlo Viviani Della Robbia e hanno organizzato un primo momento di confronto pubblico sabato 18 marzo, in piazza del Giaggiolo alle ore 15.
Un pomeriggio che vuole essere di preparazione a una futura assemblea cittadina che vedrà la partecipazione dei rappresentanti dei Comuni (la data sarà comunicata nei prossimi giorni).
A sostegno dell'importanza della riunione un gruppo di cittadini di Poggio alla Croce ha scritto al Gazzettino del Chianti: "Tutti hanno diritto a manifestare i propri timori o a mostrare il loro disagio e a farlo con petizioni, istanze, appelli. Ma troppe volte ci dimentichiamo che quando di mezzo ci sono persone che soffrono e che fuggono da sofferenze, violenze, miseria bisogna avere comunque rispetto e umanità".
Continua la lettera: "Le preoccupazioni di coloro che hanno raccolto le firme sono legittime, ma senza neanche avere notizie certe da parte di nessuna autorità, ci pare che partire subito con una raccolta di firme “contro” qualcuno o qualcosa sia un pessimo inizio. Un modo sbagliato che sta creando divisioni, alimenterà tensioni e impedirà di trovare con serenità una qualsiasi forma di dialogo. Un'occasione persa".
L'invito è a non voltare le spalle a chi chiede aiuto e a discuterne: "Poggio è cambiato in questi anni, ci sono tanti anziani, nuovi abitanti che neanche si conoscono e senza il prezioso lavoro dell’Sms non ci sarebbe neanche uno spazio di aggregazione. Che male potranno mai fare delle persone che vengono da noi per cercare un po’ di pace e di sicurezza . Certo bisogna saper affrontare le novità che questo mondo complicato ci propone non si può sempre pensare che i problemi siano degli… altri. I fatti che tv e giornali ci raccontano ogni giorno, sono più vicini a noi di quanto si creda e a volte ci raggiungono".
Infine la conclusione: "Invece di raccogliere firme interroghiamoci su cosa possiamo fare noi per aiutare queste persone così in difficoltà, facciamo uno sforzo di conoscenza reciproca, forse abbiamo in noi più risorse e capacità di quello che pensiamo. Forse potrebbe essere un'esperienza memorabile per la frazione".
di Redazione
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