Asili nido: “Si garantisca continuità educativa fino a fine anno scolastico”

In attesa del vincitore del bando, genitori durissimi: "Compromesso il rapporto di fiducia con il Comune"

GREVE IN CHIANTI – C'è grande attesa (ed è un eufemismo) nei confronti dell'esito del bando pubblico per l'assegnazione della gestione degli asili nido "La Coccinella" e "Il Riccio" dal gennaio 2019 al giugno 2022.

 

Fra venerdì 23 e lunedì 26 novembre la parte amministrativo-burocratica dovrebbe portare a termine il suo percorso: e indicare l'aggiudicatario. Il vincitore.

 

Ma, in realtà, l'attesa per i genitori delle bambine e dei bambini che frequentano le due strutture è già, in un certo senso, sorpassata: dalla rabbia nei confronti della gestione della situazione da parte dell'amministrazione comunale grevigiana; dalla preoccupazione di quelli che potrebbero essere gli effetti di un cambio in corsa (di gestione, di educatrici) nel caso che a vincere fosse un soggetto nuovo.

 

Sentimenti e perplessità affidati a una nota, una lettera aperta condivisa dalla stragrande maggioranza dei genitori dei bimbi e delle bimbe che frequentano i due asili nido (che in questi giorni sono in contatto continuo), e che ripercorre i vari passaggi. Con critiche pesanti, pesantissime, nei confronti dell'amministrazione comunale di Greve in Chianti. Su modi e tempi.

 

"I nidi comunali di Greve – esordiscono i genitori – sono gestiti da molti anni da una cooperativa che, grazie all’ottimo lavoro delle educatrici, ha creato una realtà eccellente, di cui tutte le famiglie e i cittadini sono contenti. L’appalto per la gestione dei nidi scadeva ad agosto 2018, con l’opzione, espressamente prevista nel bando di affidamento del servizio, di un rinnovo per altri 4 anni.  Nonostante la valutazione unanimemente positiva del servizio educativo offerto dai due nidi, il Comune ha deciso di non esercitare l’opzione del rinnovo e procedere con una nuova gara europea. Primo errore, a nostro avviso".

 

"Se l’amministrazione avesse agito con la necessaria attenzione – continuano – avrebbe potuto predisporre il bando di gara in modo da far partire il nuovo appalto all’inizio dell’anno scolastico, ossia a settembre 2018, così che nel caso in cui avesse vinto, legittimamente, un altro soggetto rispetto all’attuale cooperativa, non ci sarebbe stata interruzione di gestione ad anno scolastico in corso. Invece, l’amministrazione ha ritardato gli atti necessari, prorogando la gestione del servizio all’attuale cooperativa fino a dicembre 2018".

 

"Con il risultato – rimarcano – che nel caso in cui dovesse vincere la gara un altro soggetto, i bambini si ritroverebbero educatrici diverse, ambienti diversi e un progetto educativo diverso. Inserimenti fatti da settembre a dicembre da rifare, tutti insieme. Famiglie che dovranno organizzarsi per gestire l’adattamento dei bambini alla nuova realtà. Stiamo parlando di bambini da 12 a 36 mesi, per i quali l’armonia del gruppo è fondamentale, e il rapporto fra educatrici, bambini e famiglie è indispensabile per la loro crescita e tranquillità. Senza considerare il disagio creato alle educatrici, altra parte lesa in tutta questa situazione. Secondo, grave errore, a nostro avviso".

 

"Tutto questo – proseguono i genitori – è avvenuto nella più totale mancanza di informazione da parte dell’amministrazione. Essendo tutti questi atti pubblici, sarebbe stato corretto informarci del possibile cambio in corsa della gestione dei nidi. Ognuno avrebbe poi fatto le proprie scelte, consapevolmente. Invece niente. Veniamo a sapere della situazione da voci, indiscrezioni, social network. Terzo errore, a nostro avviso".

 

"Ci sono stati poi errori – rilanciano – forse meno vistosi, ma comunque indicativi della scarsa attenzione – per usare un eufemismo – con cui l’amministrazione ha gestito questa vicenda. Nessuna figura con competenze pedagogiche nella commissione di valutazione della gara (è inutile dare l’80% della valutazione alla qualità del progetto educativo se poi non ci sono le competenze per valutarla), nessun rappresentante del Comune di Greve in commissione.

 

"A questo punto – ricostruiscono – raccogliendo informazioni, documenti e confrontandoci tra noi, abbiamo deciso di mobilitarci. Per i nostri bambini, per le nostre famiglie, per le educatrici, per un servizio che funzionava. Ma anche per la nostra comunità, per il suo benessere, per i bambini e i genitori che verranno. Abbiamo chiesto un incontro all’amministrazione".

 

Incontro, sempre per usare un eufemismo, che per i genitori è stato a dir poco insoddisfacente: "Lunedì 19 novembre il sindaco, l’assessore all’istruzione e la dirigente responsabile del procedimento ci hanno ricevuti. Lì hanno ammesso i loro tanti errori, rimandando però risposte più esaurienti a dopo l’assegnazione del servizio. Nessuna risposta certa sulle motivazioni che hanno guidato le loro decisioni. In più, hanno chiesto la nostra collaborazione per far sì che l’eventuale passaggio di gestione avvenga nel modo più morbido possibile per i bambini".

 

"Qui ci sarebbero tante cose da dire – rimarcano i genitori – ma ne diciamo solo una. Quando un genitore affida il proprio figlio, così piccolo, a una struttura educativa c’è bisogno di un fortissimo rapporto di fiducia. La gestione, a nostro avviso imbarazzante, di questa vicenda, ha fortemente compromesso questo rapporto di fiducia. Non c’è bisogno che l’amministrazione ci chieda di agire al meglio per il bene dei nostri figli. Garantiamo che lo facciamo ogni giorno, con l’impegno e l’amore che chiunque conosce. Ci auguriamo che l’amministrazione faccia invece dei passi decisi per risolvere la situazione che ha creato".

 

"Noi continuiamo la nostra battaglia – annunciano – Chiederemo un consiglio comunale straordinario, convocheremo un’assemblea pubblica, faremo tutto ciò che ci sarà possibile per arrivare all’unica soluzione ragionevole: garantire la continuità educativa fino al termine dell’anno scolastico in corso".

 

"E siccome siamo convinti – concludono – che la politica abbia il dovere di far crescere il benessere dei cittadini, che la politica debba governare le necessità e i problemi fino alla loro positiva soluzione, siamo convinti che con la volontà politica, nel pieno rispetto della legge, sia possibile cambiare il corso delle cose".

di Matteo Pucci

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