GREVE IN CHIANTI – E’ dedicata alla fiorentinità, all’indole sarcastica, beffarda, arguta, comune al codice genetico toscano, la serata che intreccia lettura, cinema e teatro, in programma giovedì 4 aprile alle 21.15 negli spazi della biblioteca comunale di Greve in Chianti.
L’iniziativa, promossa dal Comune, si inquadra tra le sezioni che compongono la ricca programmazione culturale della biblioteca "Carlo e Massimo Baldini" che propone spettacoli, incontri e occasioni di approfondimento su temi, libri e conferenze alla presenza degli autori, sotto la guida di docenti universitari, storici, filosofi, storici dell’arte, artisti, scrittori.
Al centro della serata di dopodomani un’intramontabile pellicola della cultura cinematografica italiana rievocata in un libro: “Caro Amici miei. Storie, luoghi, artefici e personaggi del film di Mario Monicelli” di Fabrizio Borghini e Jacopo Nesti.
La presentazione del volume in chiave teatrale, curata dalla Compagnia teatrale Mald’Estro, prende spunto dal celebre film del regista italiano e sarà arricchita dalle letture e dalle performances sceniche dell’attore Alessandro Calonaci.
Saranno presenti gli autori. Ingresso libero.
IL LIBRO
Il libro ripercorre la lunga e travagliata gestazione del film, gli intrecci delle numerose persone che a vario titolo hanno ispirato le trovate della pellicola, le geniali sintesi degli sceneggiatori che hanno saputo tradurre tutto in scrittura unitaria, il passaggio della regia da Germi, che ne rimarrà autore, a Monicelli che lo dirigerà portandolo però a Firenze invece che a Bologna, ambientazione originaria.
Questo lavoro di scavo riporta in superficie e restituisce al lettore tutte le radici sotterranee dalle quali poi è spuntato "Amici miei" e i numerosi aneddoti che hanno accompagnato la sua lavorazione, sorta di vero evento per la città di Firenze di quegli anni che rimarrà piacevolmente travolta dall’energia della sua troupe.
Oltre all'indagine storica intorno al film, questo libro procede oltre e si incunea anche nelle pieghe dei personaggi rappresentati, per svelare attraverso la loro analisi i numerosi temi che questi caratteri esprimono.
Perciò partendo dall'incipit, sono affrontati tutti e cinque i personaggi principali (il Perozzi, il Melandri, il Mascetti, il Necchi e il Sassaroli), colti nel loro sviluppo tragicomico, fino all'apice drammatico, la morte del Perozzi che illumina di luce funesta l'epilogo, riverberandola poi sull'intera pellicola e lasciando lo spettatore con un sorriso amaro.
In appendice al volume, è stato collocato lo Zibaldone monicelliano, nel quale sono riportate le opinioni del regista.
di Redazione
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