TAVARNELLE – Sugli spalti a fare il tifo e anche in campo per provare a fare gol, grazie ai consigli del loro allenatore, Francesco. I ragazzi dell'associazione "Ci incontriamo" hanno partecipato, domenica 27 novembre allo stadio tavarnellino “Leonardo Pianigiani”, alla Partita del Cuore, un evento benefico che ha coinvolto anche i bambini della scuola calcio, per un pomeriggio a base di integrazione, divertimento e voglia di stare insieme.
Questa è solo una delle attività che "Ci Incontriamo" mette a disposizione di giovani disabili a cui, come piace stare sotto i riflettori sportivi, piace andare in discoteca. E anche a lavorare.
In collaborazione con La Rampa e la Misericordia infatti, una volta al mese, i ragazzi di "Ci incontriamo", ballano a suon di commerciale nella sala del circolo e ogni sabato mattina fanno i commessi all’emporio.
Nella serie di progetti, di cui si occupano molti volontari, tesi a rendere la vita di questi ragazzi uguale a quella di qualunque coetaneo c'è anche la Partita del Cuore.
“Nell’inverno dello scorso anno – a parlare è Anna Stefani, presidente di Ci Incontriamo – è stata fatta la prima Partita del Cuore. L’idea nasce dalla nostra associazione per la volontà di inserire nell’attività sportiva la disabilità del territorio”.
“Uno in porta e l’altro in “movimento” – prosegue – erano scesi in campo entrambi i sindaci (Giacomo Trentanovi e David Baroncelli). A settembre si è replicato. Visto l’entusiasmo dei ragazzi, il Comune e la Scuola calcio hanno organizzato un altro evento. Coinvolgendo le famiglie”.
“Siccome erano troppi – racconta – i partecipanti sono stati suddivisi in due momenti distinti. Alle 15 hanno giocato i bambini tra di sé. Alle 17 gli adulti con i disabili coordinati dall’allenatore Francesco. Il tutto senza biglietto, a offerta libera”.
“Per finire, la merenda – dice – Offerta da Chianti Salumi e da Centro Bevande, è stata preparata dalle mamme capitanate da Giovanna Lorini. Un ringraziamento speciale va anche alla scuola calcio, nella persona del presidente Andrea Bacci, per aver gestito così bene l’organizzazione”.
“La partita rientra in un progetto più ampio – spiega – La società sportiva ha rinnovato ai ragazzi dell’associazione l’invito annuale a vedere la Prima Squadra e ad entrare in campo, per toccare con mano la partita e viverla da vicino”.
“Ogni giornata come quella trascorsa per noi è un dono – conclude Anna – Economico, perché ci consente di raccogliere fondi per l’associazione. Ma soprattutto umano: felicissimi, i nostri ragazzi con indosso le magliette si sono sentiti parte integrante di un gruppo”.
di Noemi Bartalesi
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