TAVARNELLE – Il passa parola, le telefonate. E chi, incredulo, la mattina di martedì 24 ottobre ha letto la locandina del sommario di un quotidiano locale. Che a caratteri cubitali riportava la notizia della tragica morte di un quarantacinquenne… di San Casciano.
Deceduto, si scriveva, nell'incidente di lunedì 23 ottobre sull’Autopalio a San Donato in Poggio, nel comune di Tavarnelle.
Notizia che ha fatto sobbalzare i cuori di tanti, perché se è vero che San Casciano con tutte le sue frazioni è molto grande, bene o male ci si conosce un po’ tutti; tanta quindi è stata l’apprensione per capire chi potesse essere il malcapitato.
Anche al Gazzettino del Chianti sono arrivate diverse chiamate, visto che fino da ieri avevamo documentato che il poveretto, nativo di Roma, era residente a San Gimignano. Dettaglio che avevamo avuto di prima mano sul luogo dell'incidente, sul quale abbiamo fatto ulteriori verifiche e che, ovviamente, confermiamo.
Una vita spezzata, purtroppo, ma a San Casciano almeno il sollievo che non si tratta di un compaesano.
Ma torniamo anche sull’argomento dell’incidente, con una testimonianza che ci è stata data da un nostro lettore, che ieri ha assistito all’arrivo dei soccorsi dei vigili del fuoco.
"Premetto – ci dice – che sono un camionista e che per motivi di lavoro percorro l’Autopalio tutti i giorni, sia in direzione Siena che in direzione Firenze. Ieri a fine mattina con infinita rabbia ho assistito alla difficoltà del passaggio dei vigili del fuoco, che da Poggibonsi si stavano recando sull’incidente".
"Con la corsia unica a doppio senso per via dei lavori in corso – prosegue – il grosso mezzo a sirene spiegate non riusciva a passare a causa della mancanza della corsia d’emergenza. Davanti a loro stava transitando anche un mezzo della polizia penitenziaria il quale ha cercato, essendo un tantino più piccolo, di fare da apripista per consentire di arrivare quanto prima sull’incidente".
"Tante le difficoltà, così che a un certo punto – continua – i vigili del fuoco sono dovuti scendere dal mezzo, implorando gli automobilisti di consentire il loro passaggio! Ma com’è possibile una cosa del genere? Tutto questo perché la nostra Autopalio non è dotata di una corsia d’emergenza. Per salvare la vita di una persona contano anche pochi secondi, e se l’arrivo dei mezzi di soccorso ritarda perché non si riesce a passare incastrati nel traffico a chi dobbiamo appellarci? Sempre alla buona fortuna?".
"Io che tutti i giorni salgo sul mio camion attraversando l’Autopalio in lungo e largo – dice ancora molto arrabbiato – posso testimoniare che quello di ieri non è un caso isolato. Purtroppo spesso i mezzi di soccorso fanno veramente fatica a districarsi nel traffico, perdendo minuti preziosi per salvare vite umane".
Da tempo si richiede inoltre la presenza di un distaccamento dei vigili del fuoco nel Chianti, e nonostante a San Casciano la caserma potenzialmente è già pronta… quanto dobbiamo ancora aspettare?
Rimanendo in tema di cronaca, prendendo spunto dall’articolo di questi giorni riguardo al ventinovenne che a Rimini invece di chiamare i soccorsi si è messo a filmare e postare in diretta su Facebook l’agonia di un ventiquattrenne caduto dal motorino, siamo stati testimoni di quanti, troppi, automobilisti e camionisti che, passando davanti ai soccorritori che stavano operando sull’incidente di ieri, con una mano tenevano il volante e con l’altra impugnavano il cellulare.
Fotografando e filmando le tragiche scene dell’incidente: con il rischio di provocarne un altro.
di Antonio Taddei
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