Greta, 15 anni, una grande passione. Il karate: ora è cintura nera primo dan

Da 20 anni a oggi è la prima donna di Tavarnelle e Barberino a raggiungere questo risultato

TAVARNELLE – Quindici anni, tavarnellina, Greta Nardi frequenta il Liceo delle Scienze Umane Niccolò Machiavelli a Firenze.

 

Ma la sua più grande passione da sempre è il karate. E, sebbene richieda uno sforzo non da poco, per lei non è assolutamente un peso conciliare la scuola con lo sport. Anzi andare in palestra diventa una valvola di sfogo dallo stress quotidiano.

 

Probabilmente proprio la determinazione, l’amore per questa disciplina e l’impegno costante le hanno permesso di conseguire la cintura nera primo dan. Domenica 27 novembre. A Strada in Chianti. Presso la FIK (Federazione Italiana Karate).

 

Dopo uno stage a cui partecipavano cento iscritti, si sono tenuti gli esami nazionali di grado. E tra questi quello di Greta, unica di Tavarnelle e Barberino Val d’Elsa, insieme ad altri cinque ragazzi e ragazze. 

 

Superata la ben comprensibile ed inevitabile tensione, ce l’ha fatta. E alla grande. Fieri i maestri Marco Botti e Giuseppe Cantarero, emozionatissimi i suoi compagni, lei è scoppiata in lacrime di felicità.

 

Con un solo anno in più rispetto ai quattordici richiesti, è stata la prima donna dei nostri due comuni, dopo circa vent’anni, ad aver conseguito la cintura nera. Merito dunque di portata storica, che entra negli annali tavarnellini, oltre che personale.

 

“Dalla cintura marrone – inizia Marco Botti, che la segue dalla prima lezione – servono minimo due anni, in cui allenarsi e seguire dei corsi specifici. Quella di Greta è stata una buona preparazione. Nonostante sia stato difficile, ha superato l’esame con un buon livello”.

 

“Bellissimo traguardo – dice orgoglioso – essere cintura nera significa maturare e avviare un vero cammino di arti marziali. Greta ci è riuscita al primo tentativo e, per di più, ad un anno di distanza dall’età minima necessaria. Spero che continui a crescere”.

 

“Faccio karate da quando avevo sette anni – a parlare ora è propria Greta – Ho cominciato perché mi sembrava uno stimolo per scaricarmi. E poi, praticandolo, ho scoperto che è un bellissimo sport in cui si allena anche la mente, oltre al fisico”.

 

“Durante gli esercizi – racconta – ho avuto un momento di sbandamento. Però è andata bene. Non mi aspettavo di riuscirci in così poco tempo. Un grazie speciale va ai miei genitori e gli allenatori, che mi hanno sempre supportato”.

 

“Quando mi hanno comunicato l’esito – prosegue – quasi non ci credevo. E’ stata una gioia indescrivibile. Una responsabilità, ma anche una soddisfazione doppia il fatto di essere la prima donna dopo tanto ad ottenere la cintura nera a Tavarnelle”.

 

“Oltre cha tanta disciplina – dice ancora – il karate trasmette un notevole senso di collettività. Soprattutto mi ha insegnato che non è fondamentale arrivare sul podio: conta impegnarsi al massimo. Il risultato è interiore”.

 

“Arrivata fin qui – conclude Greta – certo non smetterò. Mi piacerebbe intraprendere il percorso di secondo dan. Adesso voglio concentrarmi sull’agonismo: si tratta di gare in ambito nazionale con altri atleti del mio livello. Il mio sogno è quello di diventare istruttrice”.

di Noemi Bartalesi

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