SAMBUCA (TAVARNELLE) – La presentazione ufficiale della costituzione del Distretto Rurale del Chianti e della candidatura di questo territorio a patrimonio dell'Unesco è avvenuta il 24 settembre scorso, in occasione delle celebrazioni per i 300 anni del disciplinare di produzione del Chianti Classico.
Ma siamo solo all'inizio di un percorso che prevede un massiccio lavoro: in particolare da parte del Consorzio Vino Chianti Classico e dei sindaci del territorio, fiorentino e senese (escluso Michele Pescini di Gaiole in Chianti che per adesso si è chiamato fuori).
Ed ecco quindi che anche mercoledì 26 ottobre, nella sede del Consorzio Vino Chianti Classico in via Sangallo, alla Sambuca, si è svolto un altro incontro-fiume fra i primi cittadini e i responsabili del Consorzio, guidati dal direttore generale Giuseppe Liberatore.
Liberatore che proprio nei giorni scorsi, in una lunga intervista rilasciata al webmagazine WeChianti, aveva ricordato che "in questo modo faremo delle politiche di sviluppo precise su questo territorio. Questi riconoscimenti ci daranno una grande forza economica e di sviluppo (il Distretto) e comunicazione e immagine (l’Unesco)”.
Insomma, una opportunità per tutti: che parte dall'agricoltura che che sarà in grado di irradiare i suoi effetti benefici in molteplici campi di attività e impresa. Oltre che nella vita quotidiana delle persone.
di Matteo Pucci
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