PASSO DEI PECORAI (GREVE IN CHIANTI) – Un lavoro come domestica, come casiere, qualsiasi cosa per poter ricominciare: questa è la speranza di Claudia Cai, grevigiana di cinquantacinque anni.
Una vita dedicata alla famiglia, come casalinga, poi nel 2007 la separazione e un sommarsi di difficoltà che l'hanno portata sino allo sfratto.
“Dopo la separazione ho dovuto accettare lavori saltuari, tutti al nero”. Poi per due anni fino al 2014 un impiego continuativo come domestica presso una famiglia colombiana.
Un'entrata fissa che però non le ha permesso di coprire le spese, affitto compreso, così, seguita da un'assistente sociale, si è rivolta al Comune di Greve in Chianti che saltuariamente e per periodi brevi sino al 2015 le ha riconosciuto dei sussidi. Piccole somme che però le permettevano di tirare avanti.
“Ma poi la famiglia è partita ed io ho ricominciato a trovare solo impieghi stagionali, di breve durata”, racconta Claudia.
A quel punto la situazione è degenerata e la donna, che per due anni non ha potuto onorare la spesa dell'affitto, ha perso la casa e si è ritrovata in mezzo ad una strada.
Da novembre 2015 è ospite di suoi cari amici presso il Residence Casprini da Omero al Passo de' Pecorai: “Mi danno da dormire, mi danno da mangiare, senza di loro non so come avrei fatto. Ho bisogno di lavorare, spero che qualcuno possa raccogliere il mio appello".
La sua storia, difficile come quella di tanti altri, ha suscitato l'interesse di Simone Verniani (in foto insieme a Claudia), referente Lega Nord di Greve in Chianti, che auspica per lei una rapida soluzione.
“Se c'è qualcuno che ha necessità di assistenza sociale, non si può negare. Una minima soluzione per tutti ci deve essere”, dichiara e lancia un appello a chiunque potrà essere in grado di aiutare Claudia Cai, affinché intervenga al più presto.
di Luisa Carretti
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