GREVE IN CHIANTI – Ci sono persone che non muoiono mai. Ci sono storie che emozionano ogni volta in cui vengono raccontate. Spesso hanno a che fare con il coraggio. Con il battersi contro tutti e tutto partendo da posizioni scomode. Scomodissime.
Una di queste è senza dubbio quella di Peppino Impastato, che domenica scorsa è stata raccontata nel cuore di Greve in Chianti.
Si è dovuto aggiungere più volte le sedie nella terrazza della casa del popolo. Sono state infatti oltre 120 le persone intervenute per assistere alla serata-incontro con Giovanni Impastato per la presentazione del suo libro “Mio fratello. Tutta una vita con Peppino” organizzata dall’associazione culturale Tiravento assieme al circolo Arci, al Presidio Libera contro le mafie e allo Spi-Cgil di Greve.
Un grande schermo, un accogliente palco estivo e colorato da ginestre gialle, tanti giovani.
Dopo i saluti di Daniele Crini, presidente della Casa del Popolo, ad aprire l’evento sono stati un gruppo di giovani che sulle note di Cento Passi hanno mischiato materiali video, cartelloni, interventi dal vivo, per portare a modo loro, in quella serata, il pensiero di Peppino Impastato e il loro no alla mafia.
A seguire l’ospite della serata, la testimonianza coinvolgente e appassionata di Giovanni Impastato, accompagnato da Monica Toniazzi, presidente dell’associazione Tiravento, che ha dialogato con lui e coordinato l’incontro.
Un viaggio nelle vicende degli anni di lotta contro la criminalità organizzata da parte del fratello Peppino, giovane attivista in lotta contro le ingiustizie verso i più deboli che sfidò Tano Badalamenti, capo della cupola siciliana di Cosa nostra e che per questo fu ucciso il 9 maggio del 1978.
Ma anche riflessioni sul sistema politico e sociale di quegli anni e sull’indiscussa attualità del pensiero di Peppino, sulla necessità di portare ancora avanti il suo messaggio fra i giovani, sulla situazione della mafia oggi.
Tanti gli interventi anche commossi, dal pubblico e al termine una lunghissima fila per portarsi a casa il libro di racconti e ricordi anche inediti della vita familiare di Peppino e del suo impegno politico, rivoluzionario e soprattutto culturale.
In alto, sullo sfondo, anche l’allestimento realizzato dai volontari di una “copia” esatta del terrazzino di Radio Aut, l’emittente di controinformazione con cui Peppino prendeva in giro la mafia e i politici locali e che Giovanni ha raggiunto subito per una foto con grande emozione.
Davvero una serata speciale “che ci incoraggia e ci invita – commentano da Tiravento – a portare avanti il percorso di sensibilizzazione su questi temi che abbiamo intrapreso in questi anni con la nostra associazione anche promuovendo un Presidio di Libera contro le mafie”.
“Ringraziamo di cuore – dicono gli organizzatori – i tantissimi partecipanti e tutti i nostri volontari che si sono attivati, al solito, con grande entusiasmo e generosità”.
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