Forza Italia per il no al referendum: cena a Greve in Chianti con Daniela Santanchè

Sabato 12 novembre. Il coordinatore comunale Marco Raveggi: "Nostra idea di riforma è ben diversa"

GREVE IN CHIANTI – Il Comitato per il No alla Riforma Costituzionale di Forza Italia si ritrova a Greve in Chianti per un evento dedicato alle ragioni del no alla riforma Costutuzionale. Il ritrovo sarà sabato 12 novembre alle 20.30 a cena presso il  ristorante Giovanni da Verrazzano in piazza Matteotti. Info per prenotazioni: 3312262742.

 

"Come grande ospite – spiega il coordinatore grevigiano Marco Raveggi – avremo l’onorevole Daniela Santanchè. Poi il coordinatore regionale Stefano Mugnai, il commissario provinciale di Firenze Paolo Giovannini, il responsabile provinciale deicomitati per il no Tommaso Villa e tanti altri ospiti che saremo felici di ascoltare".

 

"Forza Italia sottolinea – prosegue Raveggi – che ha in mente una riforma molto diversa da quella imposta dal Governo al Parlamento, che non cambia nulla in termini di efficienza e di risparmi, ma è pericolosa perché riduce gli spazi di democrazia a tutto vantaggio di un solo partito e di una sola persona".

 

"E’ per questo – dice – che, dopo aver tentato di collaborare al processo riformatore, ci siamo chiamati fuori quando abbiamo capito che non c’era buona fede da parte dei nostri interlocutori, non c’era una vera volontà di cambiamento, ma solo quella di assicurarsi il potere senza il consenso degli italiani".

 

"La nostra idea di riforma – evidenzia – comprende l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, cosicché siano i cittadini a scegliere davvero; il dimezzamento – e non una semplice riduzione – del numero dei parlamentari; il vincolo di mandato, per cui sia vietato agli eletti di cambiare schieramento (chi cambia idea deve dimettersi); poteri più forti al premier, per esempio quello di cambiare un ministro che non funziona; una vera riforma delle regioni nello spirito di un autentico federalismo; un limite in Costituzione alla pressione fiscale in rapporto al Pil. Solo con una vittoria del no, che elimini questa finta riforma, ci sarà spazio per lavorare ad una riforma vera".

 

"Per concludere – ricorda Raveggi – il presidente del consiglio, per sua stessa ammissione, dovrà trarre le conseguenze del fallimento di un progetto al quale ha legato la sua intera azione politica e di conseguenza il voto del 4 dicembre sarà anche un voto sul governo e sul presidente de consiglio. Diamo una svolta non verso la confusione e l’ingovernabilità, come dice Renzi, ma al contrario verso governi che siano finalmente espressione vera degli elettori".

 

di Redazione

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