GREVE IN CHIANTI-SAN CASCIANO – "Alcune settimane fa, a mezzo stampa abbiamo avuto finalmente una bella notizia. L’inceneritore, previsto nell’area del cementificio Sacci, in località Testi viene per sempre eliminato dalla programmazione dell’Ato Toscana centro".
A parlare sono Lucia Carlesi, Zaccheo Nencioni, Giancarlo Brunetti, che da sempre si sono battuti contro quell'inceneritore (e gli inceneritori in generale). I primi due anche in consiglio comunale a San Casciano.
"Il risultato – ricordano – è arrivato dopo quasi un decennio di lotte dentro e fuori gli organi istituzionali. A seguito di questo, come rappresentanti di una delle coalizioni politiche, da sempre in aperta opposizione al progetto, oltre che alla tipologia di smaltimento in sé, abbiamo letto con stupore e meraviglia, le dichiarazioni dei sindaci di San Casciano e Greve in Chianti che quasi candidamente, hanno detto di aver provveduto tramite “un lavoro di collaborazione istituzionale al raggiungimento dell’obbiettivo”".
# ARTICOLO / Chianti e rifiuti: cancellata per sempre la previsione dell'inceneritore a Testi

AREA DI TESTI – Cancellata per sempre la previsione dell'inceneritore
"Questa dichiarazione – precisano è senz’altro singolare oltre che contraddittoria. Basta infatti scorrere le rassegne stampa, dal 2009 ad oggi, o rileggersi il programma politico del 2014 di Massimiliano Pescini ad esempio, per ricavare e ritrovare con facilità posizioni diametralmente opposte a quanto dichiarato in questi giorni dagli amministratori del Pd".
"La cancellazione dell’impianto di Testi – rivendicano – è una sconfitta e una pesante bocciatura a un’intera linea politica e programmatica di chi ha amministrato i due comuni negli ultimi decenni, vista anche la centralità del progetto all’interno dei rispettivi programmi politici".
Insomma, c'è poco da esultare dicono Carlesi, Nencioni e Brunetti: casomai ci sarebbe da cospargersi la testa di cenere… .
"Le previsioni dei movimenti, dei comitati e dei partiti politici contrari alla politica di smaltimento rifiuti di tipo inceneritorista – rimarcano – si sono quindi rivelate giuste, a differenza di chi all’epoca, ci appellava malamente accusandoci di fare intorno all’impianto di Testi del “terrorismo mediatico” e che al contrario di noi sognava un “Chianti polo dei rifiuti e dell’energia”".
"Miope e contraddittoria – dicono ancora – si è rivelata perciò la proposta politica per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti dell’area Chianti prevista e portata avanti fino ad oggi dalle amministrazioni in carica. Gli amministratori del Chianti cercano ora inutilmente di prendersi il merito di aver scongiurato un pericolo che loro stessi avevano creato. E sono i medesimi amministratori che al tempo stesso condividono in area metropolitana la realizzazione dell'inceneritore nella Piana fiorentina".
Palesando, dicono ancora i tre, "la loro completa incoerenza e mancanza di una sostenibile programmazione della gestione dei rifuti realmente rispettosa della salute, dei territori e delle risorse economiche delle comunità".
"Fuori dalle posizioni ambigue e contrastanti di chi oggi si intesta una sconfitta come fosse una vittoria – concludono – ci troviamo, obbligati a puntualizzare e distinguerci da coloro che all’epoca difendevano strenuamente la posizione pro inceneritore. Né ieri né oggi, né a Testi né da un’altra parte. No all’incenerimento dei rifiuti".
di Matteo Pucci
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