Contro tutte le mafie e per la legalità: è nato il presidio di Libera a Greve in Chianti

Serata straordinaria con don Ciotti alla casa del popolo: tantissime persone, sorrisi, voglia di fare

GREVE IN CHIANTI – La sala della casa del popolo di Greve in Chianti gremita di gente, il logo di Libera che campeggia dietro ai microfoni da cui, a breve, don Luigi Ciotti  e don Andrea Bigalli parleranno. E l'entusiasmo per una nuova avventura che sta per iniziare.

 

Una serata importante quella di giovedì 19 gennaio, organizzata per inaugurare ufficialmente il presidio grevigiano di Libera, associazione nomi e numeri contro le mafie, alla presenza del sindaco Paolo Sottani, del viceprefetto di Firenze di Giancarlo Bruni e di Antonella Zucchelli, dirigente dell'Istituto Comprensivo di Greve.

 

Tutti d'accordo nel ringraziare ed elogiare l'impegno portato avanti dalle associazioni e dai cittadini che sono riusciti a trasformare un progetto in realtà. A queste voci si è aggiunta quella della Scuola di Musica di Greve in Chianti che ha voluto essere presente con un'esibizione di un gruppo di allieve.

 

Il presidio, che si propone di diventare un punto di riferimento sul territorio lavorando per diffondere la cultura della legalità con attività di formazione e informazioni e di monitoraggio, è dedicato alla memoria di Renata Fonte, un'amministratrice assassinata dalla mafia a Nardò nel 1984 per essersi battuta contro gli illeciti ambientali nel suo proprio territorio, e di Francesco Panzera, vicepreside del liceo scientifico di Locri ucciso dalle cosche calabresi per essersi battuto contro la droga nelle scuole.

 

“E' in nome della responsabilità che siamo tutti qui”, ha esordito don Luigi Ciotti nel suo accorato e denso intervento di augurio.

 

“Oggi più che mai – ha detto don Ciotti – ci vuole da parte di tutti quello che io chiamo il morso del più: non accontentarci di quello che stiamo facendo, ma  alzare la voce, quando gli altri scelgono un prudente silenzio”. 

 

Lottare contro l'indifferenza, che è la prima mafia, contro il dilagare della povertà assoluta, della corruzione, delle mafie che prolificano in una società disuguale, fragile e culturalmente depressa questo è l'incitamento di don Ciotti che ha voluto rivolgere un pensiero a Tullio De Mauro, recentemente scomparso.

 

“Tullio De Mauro è stato inascoltato in tutti questi anni, quando con caparbietà alzava la voce sui sei milioni di analfabeti di ritorno in Italia”, ha  spiegato ricordando che anche la povertà culturale e di relazioni è un problema da affrontare e specifica “quando nasce Libera non è una parola buttata lì a caso, perché la vita ci chiama ad impegnare un po' della nostra libertà per aiutare chi libero non è”.

 

Il tema dell'analfabetismo ritorna anche nell'intervento di don Andrea Bigalli, responsabile del coordinamento regionale di Libera, che poi sposta l'attenzione sul tema del caporalato, vera emergenza nel territorio chiantigiano e  accenna all'indifferenza dei mezzi di comunicazione nei confronti della realtà di Firenze oggi, epicentro nazionale del consumo di cocaina “Cocaina significa che la città è di fatto controllata dalla 'Ndrangheta”, specifica e ricorda infine l'appuntamento del 21 marzo a Prato, città scelta per la condizione di sfruttamento dei lavoratori cinesi.

 

A dare il benvenuto alla nuova sede anche il sindaco Paolo Sottani che ha evidenziato l’importantissima funzione sociale dell’associazione “che promuove azione concrete contro tutte le forme di mafia a partire dall’indifferenza, per nulla estranee al nostro territorio, dove la rete di Libera può incidere con l’obiettivo di far fronte al disagio sociale, all’emarginazione, alle ludopatie".

 

"Obiettivi – ha proseguito Sottani – che l’amministrazione comunale sostiene e si propone di realizzare con i servizi sociali e attraverso i molteplici progetti sui temi della legalità, dell’integrazione, della multiculturalità in collaborazione con l’Istituto comprensivo”.

 

Il  progetto grevigiano di Libera è stato avviato su iniziativa dell’associazione culturale Tiravento e che ha raccolto l’adesione di Arci di Greve e Panzano, Associazione Mulino di Botti, Pro loco Panzano, Spi Cgil Greve in Chianti, Comitato cittadini del Ferrone, oltre che dell’Istituto Scolastico Comprensivo di Greve impegnato sui progetti educativi di Libera e di molti cittadini.

 

“Il lavoro parte da ora in poi, avere avuto don Ciotti – commenta Monica Toniazzi, per l'associazione Tiravento – quale ospite d’onore all’apertura del presidio comporta una grossa responsabilità che assumeremo e porteremo avanti con grande impegno attraverso l’informazione, la formazione, la realizzazione di percorsi di cittadinanza attiva rivolti in particolare ai giovani. Il presidio di Greve vuole accogliere il dialogo intergenerazionale e mettere all’opera giovani e meno giovani su obiettivi specifici e comuni”.

 

L'augurio del gruppo è che sempre più cittadini e associazioni decidano di aderire, perché come ricorda Bigalli aggregarsi intorno a realtà significative come quella di Libera, fare comunità, vuole dire dare una risposta precisa al senso di impotenza e di fragilità.

 

di Luisa Carretti

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