GREVE IN CHIANTI – La fredda cronaca riportava questo titolo: "Scontro frontale fra moto e furgone: motociclista in prognosi riservata".
Era il 9 marzo scorso, e sul Gazzettino del Chianti davamo conto di un bruttissimo incidente stradale avvenuto sulla SR222 sulle rampe che da Greve in Chianti portano su verso Panzano, al km 26, più o meno all'altezza di Montagliari.
Quello che purtroppo non avevamo detto era stato il seguito: il 14 marzo, dopo cinque giorni, quel motociclista morì. Si chiamava Concetto Arena, aveva 56 anni.
"Concetto – ricorda a due mesi dalla scomparsa la sorella, Vincenza – era uno spirito libero che amava la vita. Qualsiasi cosa volesse fare ci riusciva bene, sempre con il suo sorriso. In questo periodo, ad esempio, amava andare al mare".
"Si faceva voler bene da tutti – continua Vincenza – Chi lo ha conosciuto lo sa benissimo. Viveva all'Isolotto ma era molto conosciuto anche in Chianti, visto che aveva lavorato in un bar a Tavarnelle".
"A questo proposito – tiene a dire Vincenza – volevo ringraziare gli amici del posto, che sono venuti a trovarlo quando era in ospedale: grazie ragazzi, di cuore".
"Concetto – ricorda ancora la sorella – era il primo di cinque figli. Era il nostro pilastro per qualsiasi cosa: lui c'era per tutti noi. Mia mamma ancora non se ne fa una ragione: forse è ancora troppo presto".
Una vita spezzata che ha lasciato tanti, tantissimi, senza un punto di riferimento: "Concetto – dice ancora Vincenza – aveva un figlia e viveva per lei, la piccola Sara di 7 anni. A me manca moltissimo mio fratello, vado tutti i giorni al cimitero a trovarlo".
Quei giorni, terribili, la speranza che pian piano si affievolisce, Concetto in terapia intensiva: immagini che non abbandonano Vincenza.
"Era un grande lavoratore Concetto – dice ancora la sorella – ha sempre fatto il pasticcere e si alzava alle tre di notte tutti i giorni. Anche quel giorno, il 9 marzo, aveva appena finito di lavorare. Subito dopo lavoro andava a riposare, ma se era bel tempo prendeva la moto… e via".
"Era bello mio fratello – conclude – e una brava persona. Sempre e comunque con un grande sorriso per tutti".
di Matteo Pucci
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