GREVE IN CHIANTI – "Un miracolo, un miracolo. Di sicuro ho dei santi in Paradiso che non mi volevano in questo momento".
A distanza di quasi 48 ore dal terribile incidente stradale che lo ha visto coinvolto sulla SR 222, fra Greve e Panzano in Chianti, il grevigiano che era a bordo della Fiat Punto coinvolta (vedi sotto) non riesce a credere di essere qui a raccontarlo.
Il 34enne ci racconta cosa ha visto su quella curva, in zona Vitigliano. Attimi terribili. Con la mente che ancora non si capacita di quanto accaduto. E di come possa raccontarlo con la sua voce.
"E' stata una cosa micidiale – ci dice – Per fortuna sono rimasto sempre lucido e consapevole. Stavo andando tranquillamente verso Panzano quando, a un certo punto, ho sentito un fortissimo stridio di gomme. Un rumore fortissimo. Fischiavano".
"Conoscendo la strada – riprende – mi sono detto: "Questo non riuscirà mai a girarla questa curva". Ho appena fatto in tempo a frenare un po', quando ho visto i fari uscire dalla curva, sulla mia corsia".
"Ho provato un attimo a buttare le ruote sul fosso – continua – ma quell'auto (un'Audi A7, n.d.r.) era praticamente davanti al mio cofano. L'unica cosa che mi è venuto da fare è stata quella di "puntellarmi" con auto e piedi. E aspettare il botto".
E lo schianto arriva, terribile: "Non ci ho capito più nulla, non mi sentivo più le spalle, la schiena, mi sono sentito formicolio alle gambe, avevo paura fosse successo qualcosa di grave. Ricordo di aver detto a dei ragazzi che si erano fermati di chiamare un'ambulanza. Poi sono rimasto fermo fino a che non sono arrivati e mi hanno portato all'ospedale".
"Chi vede l'auto – conclude – pensa che sia morto sul colpo. Invece ho solo un dito fratturato e sono tutto tumefatto a causa delle cintura, collo, osso sacro, torace, un ginocchio. Ma sono vivo e posso raccontarlo".
di Matteo Pucci
© RIPRODUZIONE RISERVATA


































