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sabato 24 Gennaio 2026
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    Il Gallo Nero batte la Federazione francese di rugby!

    Che sia uno dei marchi più rappresentativi del miglior Made in Italy è risaputo, ma questa volta la consacrazione del Gallo Nero come simbolo di una delle più belle e preziose storie italiane viene da uno degli organismi più importanti per la tutela dei marchi di origine.

    Con la decisione del 19 settembre scorso, l’UAMI, l’Ufficio Marchi Comunitario decreta ufficialmente la notorietà internazionale del Gallo Nero come logo enologico e collegato al vino Chianti Classico.

    Il pronunciamento potrebbe sembrare scontato, ma in un mercato internazionale dove in ogni angolo del globo ogni giorno nascono cloni più meno improvvisati dei grandi marchi del Wine & Food (soprattutto italiani) questo riconoscimento acquista una valenza internazionale di assoluto valore.

    Gallo Nero VS Federazione Francese Rugby. Riconoscimento che però questa volta è arrivato nell’ambito di una battaglia all’ultimo atto con una delle più importanti istituzioni sportive europee, la Federazione Francese di Rugby.

    Se è pacifica la condivisione del Gallo per il nostro vino e il loro simbolo sportivo, lo è stato molto meno nel momento in cui la Federazione ha deciso anni fa di registrare il proprio marchio, il gallo appunto, per la produzione e distribuzione di bevande alcoliche.

    Era il 2007 e subito si mosse il pool internazionale di avvocati che da anni è alle dipendenze del Consorzio Vino Chianti Classico, che per la difesa del proprio marchio da contraffazioni e operazioni speculative legate al Gallo Nero ogni anno impiega oltre 200.000 Euro delle proprie risorse.

    Per tutelare un marchio registrato nel 1967, che per i produttori di Gallo Nero vale circa 300 mln di Euro l’anno, il Consorzio ha intentato immediatamente un ricorso presso l’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (Marchi, Disegni e Modelli) dell’Ue chiedendo che la domanda dei francesi venisse respinta. Immediato l’appello della Federazione di Rugby che ottenne la registrazione perchè secondo l’Ufficio di Alicante pur essendo identici i prodotti commercializzati, i due marchi sarebbero stati comunque distinguibili.

    Era solo il primo round della battaglia. Lo scorso anno il Consorzio ha presentato ricorso al Tribunale UE per l’annullamento della decisione presa in appello ad Alicante e oggi finalmente è arrivata la comunicazione della decisione definitiva di UAMI pro Consorzio.

    “E’ con estrema soddisfazione che registriamo questo successo – afferma Giuseppe Liberatore, direttore generale del Consorzio Vino Chianti Classico – Questo pronunciamento dell’UAMI è per noi importantissimo perchè potrà essere utilizzato come “precedente” in tutti i casi di richiesta di registrazione dell’immagine del Gallo nella classe 33, quella delle bevande alcoliche”.

    “La decisione di UAMI è chiara e circostanziata – spiega concludendo Liberatore – è la prima volta che un organismo pubblico riconosce ufficialmente la notorietà del Gallo Nero come marchio enologico legato esclusivamente al vino Chianti Classico. Fra le motivazioni apportate anche la riconoscibilità del logo per l’acquirente e il consumatore finale, che proprio grazie a questo simbolo è in grado di individuare e scegliere il prodotto sullo scaffale”.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    IL CHIANTI CLASSICO

    Quando si apre una bottiglia di Chianti Classico ci si immerge in una storia che parte da lontano. Nei 70.000 ettari del territorio di produzione del Gallo Nero, uno dei luoghi più affascinanti al mondo. Firenze e Siena delimitano il territorio di produzione.

    Otto comuni: Castellina, Gaiole, Greve e Radda in Chianti per intero e, in parte, quelli di Barberino Tavarnelle, Castelnuovo B.ga, Poggibonsi, San Casciano.

    Un terroir unico per la produzione di vino e olio di qualità; centinaia di etichette garantite dalla DOCG: è vero Chianti Classico solo se sulla fascetta presente sul collo di ogni bottiglia si trova lo storico marchio del Gallo Nero.

    Il Consorzio Vino Chianti Classico conta, ad oggi, oltre 600 produttori associati. In questo spazio racconteremo presente e futuro del vino e dell’olio in questo territorio; storie, strategie, rapporto con il mondo.  Info: www.chianticlassico.com.

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