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sabato 24 Gennaio 2026
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    Il nuovo Gallo Nero le canta al futuro: intervista a Giuseppe Liberatore

    Sono ormai passate quasi due settimane dalla Chianti Classico Collection alla Stazione Leopolda, mai come quest’anno punto focale per l’attività del Consorzio Vino Chianti Classico.

    L’assaggio delle nuove annate infatti si è associato alla presentazione della “grande rivoluzione”, con la nuova “piramide produttiva” del nostro vino più importante (Chianti Classico, Chianti Classico Riserva, Chianti Classico Gran Selezione) e la presentazione del nuovo Gallo Nero disegnato dalla Robilant & Associati.

    Facciamo un primo bilancio con il direttore del Consorzio Vino Chianti Classico, Giuseppe Liberatore (nella foto a sinistra, accanto a lui il presidente Sergio Zingarelli).

    Liberatore, quale il primo bilancio sulla Collection di quest’anno?

    “Un bilancio positivo, e non per dirla sempre positiva. Ogni anno che passa affiniamo quelle che sono le piccole sfumature. Non dico che stiamo diventando perfetti ma cominciamo a rasentare tutti i dettagli. Quest’anno abbiamo raccolto un grandissimo interesse per le novità che siamo riusciti a comunicare. Penso che la rassegna stampa di quest’anno, a qualsiasi livello, ne sia stata un esempio: una copertura così non c’era mai stata”.

    Qualità dei vini assaggiati?

    “Sono sempre più soddisfatto, stanno venendo cose interessanti. L’entrata in produzione di nuovi cloni di Sangiovese ormai in pieno campo è un fatto; e poi la siccità da un lato ci condiziona, ma dall’altro abbiamo sempre meno problemi di maturazione, parametri climatici che agevolano il Sangiovese. Per la cantina nessun problema: lì le cose si sono sempre fatte al massimo, della qualità professionale e della tecnologia”.

    La grande attenzione alla Collection 2013 era ovviamente anche merito della presentazione del nuovo Gallo Nero. Primi feedback sul nuovo simbolo?

    “Tranne un paio di persone che su Facebook si sono lamentate abbiamo avuto commenti entusiastici e positivi. La cosa è stata condivisa dai nostri soci, questo marchio ha una logica più moderna e fresca”.

    Da un punto di vista pratico come inizierà ad uscire?

    “Non è che un’immagine costruita in decenni va subito in soffitta. Stiamo già lavorando sulla nuova linea di merchandising, sarà presente come nuovo disegno nelle fiere: la prima è Pro Wine a fine marzo in Germania. A seguire ci sarà la presentazione negli Usa a metà marzo (New York 12 marzo e Chicago 14 marzo). Poi andremo al Vinitaly in aprile. Inoltre abbiamo iniziato l’iter per la pratica al Ministero e siamo andati già in Regione Toscana. Ci aspettiamo che la Regione invii tutto a Roma a breve, penso che in aprile potremmo già avere la seduta del Comitato Nazionale Vini in cui si discuta la proposta”.

    A quel punto…

    “Tra tutte le pratiche e il timing, entro l’estate potremo avere la pubblicazione del provvedimento, quindi questo significa che da settembre chi vuole può posizionare il nuovo marchio sulle bottiglie. Il disciplinare dice che ci si deve obbligatoriamente adeguare entro 12 mesi dall’uscita ufficiale: in pratica la aziende avranno tempo fino all’estate 2014 per decidere se posizionare il Gallo Nero sul collo della bottiglia o in alto, al centro della retro etichetta”.

    Chianti Classico d’annata, Riserva, Gran Selezione: come si muoveranno i produttori lungo la nuova “piramide”?

    “Ci sono tre opzioni. Non ritengo certo che abbandonare il Chianti Classico d’annata, il base, sia una scelta giusta: se si ha la forza è meglio farli tutti e tre. Non credo che tutto il vino Chianti Classico che fa un’azienda sia catalogabile in una sola delle categorie. Il vino è un prodotto della natura e se faccio 100 quintali non sono allo stesso livello qualitativo: con la nuova calssificazione ho opportunità in più per poterlo catalogare, pensare di abbandonare a priori una delle tre opzioni è un errore strategico. Anche perchè, non possiamo certo dimenticare che il Chianti Classico base a livello di volumi ad oggi vale il 78% della produzione”.

    I parametri come saranno più stringenti?

    “Cambiano quelli chimici e organolettici. Chi vuol fare la Riserva non avrà un riferimento come quello che c’è stato fino ad oggi, quando passato il periodo di due anni metteva l’etichetta. Quando si andrà a chiedere la certificazione del vino si dovrà indicare in quale categoria inserirlo e ci sarà una commissione che deciderà. L’analisi organolettica sarà ancor più stringente: abbiamo già fatto riunioni tecniche con le nostre commissioni e lavoreremo su due filoni. Per iniziare a fare degli assaggi-allenamento su come devono essere le tipologie; sulle prove per il marchio, gli stampi dei marchi che vanno sulla bottiglia. Non possiamo permetterci nessun tipo di problema. Dobbiamo testare in modo importante tutte le novità”.

    Un consumatore medio quindi quando troverà sugli scaffali bottiglie con il nuovo Gallo Nero?

    “Da ottobre prossimo. Per le fascette abbiamo lo stock per quest’anno con il marchio incluso, dal prossimo ci saranno quelle nuove senza marchio che serviranno esclusivamente per la tracciabilità. Il Gallo Nero sarà posizionato come da nuovo disciplinare”.

    I prossimi appuntamenti promozionali per il Consorzio?

    “Fra due settimane gli Usa, a fine mese il Pro Wine in Germania, inizio di aprile il Vinitaly, a maggio il Canada (Vancouver e Calgary); a giugno Vinexpo (Bordeaux). In Asia? Sicuramente faremo un progetto molto importante per la Cina e lo presenteremo in maggio; il Giappone lo abbiamo fatto sei anni su sette, forse quest’anno facciamo passo”.

    Chiudiamo con la promozione a livello locale.

    “Ritorna “Classico è” l’ultima settimana di maggio e il primo week end di giugno. Poi c’è l’Expo del Chianti Classico a settembre a Greve in Chianti. A Radda in Chianti? Stiamo valutando quando fare l’inaugurazione del Convento, delle attività. Stiamo discutendo sulla gestione, l’enoteca consortile, spazi per l’Academy, i corsi di formazione. Nell’arco del 2013 prenderà il via anche questo ulteriore tassello”.

    Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    IL CHIANTI CLASSICO

    Quando si apre una bottiglia di Chianti Classico ci si immerge in una storia che parte da lontano. Nei 70.000 ettari del territorio di produzione del Gallo Nero, uno dei luoghi più affascinanti al mondo. Firenze e Siena delimitano il territorio di produzione.

    Otto comuni: Castellina, Gaiole, Greve e Radda in Chianti per intero e, in parte, quelli di Barberino Tavarnelle, Castelnuovo B.ga, Poggibonsi, San Casciano.

    Un terroir unico per la produzione di vino e olio di qualità; centinaia di etichette garantite dalla DOCG: è vero Chianti Classico solo se sulla fascetta presente sul collo di ogni bottiglia si trova lo storico marchio del Gallo Nero.

    Il Consorzio Vino Chianti Classico conta, ad oggi, oltre 600 produttori associati. In questo spazio racconteremo presente e futuro del vino e dell’olio in questo territorio; storie, strategie, rapporto con il mondo.  Info: www.chianticlassico.com.

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