Il Gazzettino incontra Stefano Ballini, che il 12 gennaio proietta il suo documentario

Finalmente ci siamo: dopo tanto lavoro e tanta attesa, sabato 12 gennaio alle 16.30 (ingresso gratuito) al Cinema Olimpia, si proietta il video-documentario (clicca qui per vedere il trailer) realizzato dal tavarnellino Stefano Ballini intitolato "Il Treno che Bucò il Fronte" (poi sarà disponibile gratuitamente sul web). Alla presenza dei sindaci e dei rappresentanti dei Comuni di Tavarnelle, Stazzema, Marzabotto, Provincia di Firenze e delle Associazioni Familiari Vittime Eccidi di Marzabotto e Comuni limitrofi, dell'Associazione Martiri di Sant'Anna e i testimoni intervistati. L’iniziativa apre l’intenso programma di eventi confezionato dall’Unione dei Comuni di Barberino, San Casciano e Tavarnelle e l’Istituto comprensivo Don Milani per celebrare il Giorno della Memoria, previsto il 27 gennaio.

 

Il film prende spunto dalle vicende che resero protagonista David Ballini detto "Carlino", padre di Stefano e classe 1922, che l’8 settembre del 1943, al ritorno da una licenza, riuscì a sottrarsi al rastrellamento nazifascista con la disubbidienza contravvenendo cioè all’ordine dei tedeschi di scendere da un treno diretto a sud e rimanendovi a bordo a loro insaputa. Quel treno portò "Carlino" alla salvezza e adesso, oltre a bucare il fronte, vuole bucare il web per diffondere la verità della storia e di alcuni dei fatti più tragici che si consumarono in Italia durante il secondo conflitto mondiale come le stragi di Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto e Pratale.

 

Stefano, raccontaci come nasce il progetto-Treno.

"Il progetto treno nasce nella primavera del 2012, anche se dentro avevo da tempo voglia di fare qualcosa riguardo l'argomento guerra,. Un po' per quello che successe a mio padre, un po' per un senso civico e di responsabilità di fare qualcosa per i ragazzi sul tema del conservare la memoria. La spinta decisiva però è stata data da due fattori, il primo "Il Sangue e l'Erba", lo spettacolo bellissimo di Massimo Salvianti su Pratale. Il secondo invece fece scattare la molla: un giorno casualmente attraversai Marzabotto in macchina e lì successe qualcosa. Mi misi a scrivere subito e cercai di fare qualcosa di utile, il risultato è questa specie di documentario-racconto che è venuto fuori, tirai su la storia, semplice bisogna dirlo, in pochi giorni. Volevo parlare di guerra ma non di politica, volevo parlare di persone, di anima, di amore e di dolore. Parlai subito con Angela Mori e Matteo Ceccatelli del Cinema Olimpia, rimasero entusiasti della cosa. Scrissi subito a Gian Luca Luccarini, presidente dell'Associazione Vittime Eccidi di Marzabotto. Mi misi in contatto con Graziano Lazzeri, amico di Pietrasanta che conoscevo da molti anni perchè lavora insieme ad un altro carissimo amico che è l'ex massaggiatore della Fiorentina Luciano Dati, con cui ho scritto un libro. Da qui i contatti con le due amministrazioni, il Comune di Stazzema con il sindaco Michele Silicani e il Comune di Marzabotto con il sindaco Romano Franchi, entrambi molto attenti all'argomento. Mi hanno dato tutto quello che potevo chiedere e li ringrazio sentitamente. Poi la Regione Toscana e la Regione Emilia Romagna, le Province di Lucca e di Firenze e l'Unione Comunale del Chianti Fiorentino con Sestilio Dirindelli, sindaco di Tavarnelle, che si è sempre dimostrato entusiasta di questa idea".

 

Il video avrà alcune particolarità…

"Le due particolarità del video sono: il no profit, non ci sono assolutamente fini di lucro, anche i patrocini sono tutti gratuiti. E poi la distribuzione del video, che è gratuita e solamente su internet, nessun dvd in vendita. Una decisione particolare (anche il montaggio è mirato per la visione streaming), però punto alla diffusione e non al profitto. Anche le musiche degli amici artisti sono tutte a titolo gratuito, fra le tante segnalo i Fugazi, gruppo di americano di Wahington DC famosissimo per le loro politiche no profit appunto, gli Yo Yo Mundi di Acqui Terme, i Kina di Aosta e poi Emiliano Benassai, il bravissimo fisarmonicista ne "Il Sangue e l'Erba", che nel video suona il piano nella parte di Marzabotto. E poi Barbed Wire Temple, De Glaen. Poi la partecipazione della criminologa Ttvarnellina Silvia Ciotti Galletti. Infine ci sono molti "Ballini" nel video, chi ha fatto i disegni, chi ha recitato poesie: fondamentale la voce narrante di Fabio Crescioli di Controradio Firenze. Siamo amici da tantissimi anni ed è stata una bella occasione per rivedersi e fare qualcosa insieme".

 

Come si è svolta la lavorazione?

"La lavorazione si è svolta, come spesso mi accade, con l'ispirazione, con il "buona la prima". Spesso punto alle sensazioni dell'improvvisazione ed è quello che dico sempre a chi intervisto: non sono un grande regista e montatore di video, e non uso effetti speciali. Uso macchinari semplici e minimali, ma se per caso esce fuori un sospiro, uno sguardo profondo, un'emozione, una lacrima non tocco niente, è già un opera d'arte, è la vita! In questo video mi è successo spesso. I lavori di Pratale si sono svolti in un giorno, andando a casa delle due intervistate sopravvissute, due splendide persone, insieme a Angela Mori. I lavori a Marzabotto si sono svolti in una giornata cioè il 22 settembre, giorno in cui i parenti delle vittime si riunivano con l'associazione. I lavori a Sant'Anna si sono svolti in tre momenti diversi: uno con la visita guidata a Sant'Anna di Stazzema con Umberto Mancini dell'Associazione Martiri di Sant'Anna; alcune interviste sono state fatte il 12 agosto, durante la celebrazione dell'eccidio. La terza parte a ottobre con l'aiuto di Graziano Lazzeri che mi ha gentilmente ospitato a casa sua ed ho potuto intervistare Adele e Luciano, i suoi genitori, inoltre anche altri sopravvissuti fra cui il presidente dell'Associazione Martiri di Sant'Anna Enrico Pieri".

 

Quali i momenti più emozionanti?

"Ce ne sono stati di emozionanti ma anche di molto difficili: all'inizio ho avuto molte volte paura di non essere all'altezza di rappresentare tanto dolore. In questo caso sia Gian Luca Luccarini che Umberto Mancini mi hanno aiutato a non cedere e andare avanti, oggi li ringrazio perché la loro stima è stata per me decisiva. Momenti emozionanti? L'incontro con i sopravvissuti: quando li guardi negli occhi hai l'impressione di avere di fronte un'anima che ha gettato la maschera, quella che molte persone portano nella vita comune, per comodo o chissà perché. Loro non la portano più, forse l'hanno persa nei giorni terribili che passarono: posso dirti che mi hanno dato tanto, tantissimo! Molto di più di quanto io abbia dato a loro. A volte, montando il film non ce l'ho fatta a trattenere le lacrime, guardando il video probabilmente capirete anche quali momenti. Devo dire che Marzabotto e Sant'Anna mi sono rimaste nel cuore e tornarci sarà sempre un piacere, per la bellezza dei luoghi e per le persone che ho conosciuto".

 

Cosa ti aspetti dal "tour" di presentazioni? Dopo Tavarnelle ci saranno Sant'Anna e Marzabotto…

"Francamente non lo so, una cosa l'ho chiesta ai sindaci: fare in modo che i ragazzi delle scuole medie di Tavarnelle, Barberino e San Casciano possano visitare, almeno una volta all'anno, Monte Sole e Sant'Anna di Stazzema, poi ricambiare invitando i ragazzi di quei comuni nel Chianti, organizzandogli una giornata della memoria. Spero accada e che non rimanga solo una dichiarazione di intenti: se questo succederà il mio video avrà già avuto ben oltre quello che mi aspetto. I ragazzi devono visitare quelle zone, non basta un video o un libro, ci vuole anche un seguito e spero che questo accada, sarà per loro un'esperienza bellissima e significativa. In primavera uscirà anche una versione sottotitolata in inglese (tradotta grazie a Monica Crini), sempre e solo per internet e destinata all'estero".

di Redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...