L'occasione è stata quella di un dibattito organizzato dal Partito democratico di Tavarnelle al circolo La Rampa lunedì 18 febbraio: si è parlato di politica nazionale, ospitando il candidato Pd al Senato Claudio Martini. Accanto a lui i sindaci di Tavarnelle Sestilio Dirindelli, di Barberino Val d'Elsa Maurizio Semplici (in foto), di San Casciano Massimiliano Pescini. A coordinare il giornalista Matteo Pucci.
Per gran parte della serata di è parlato di politica nazionale, di campagna elettorale, di temi e prospettive. Dell'avanzare dei movimenti, M5S in testa, del ritorno sulla scena del "berlusconismo", della strategia del Pd, della centralità del lavoro e delle cose quotidiane di famiglie e persone. Di scuola e sanità.
Poi, nel finale, una riflessione sulle architetture istituzionali. A partire dall'Europa, con un percorso indicato da Claudio Martini: "Stati Uniti d'Europa, abolizione del Senato in Parlamento, con una Camera unica e una in rappresentanza delle autonomie locali; poi le Regioni, via le Province e tutto quel che è inserito in quel contesto (Camere di Commercio, …), forte ruolo per i Comuni con unioni e fusioni di quelli più piccoli".
Tema di grande interesse per tre sindaci che da un lato (Tavarnelle e Barberino) hanno realizzato per primi la gestione associata delle funzioni, diventata poi unione dei Comuni (alla quale si è associato San Casciano). Troppo ghiotta la serata quindi per non chiedere in particolare a Semplici e Dirindelli se e quando i due Comuni andranno alla fusione.
E se per il sindaco di Tavarnelle i tempi paiono ormai davvero maturi, per quello di Barberino Val d'Elsa si dilatano ancora un po': "Fin dall’inizio ciò in cui abbiamo creduto è senza dubbio la collaborazione con i Comuni e la fusione, per come il percorso si sta evolvendo in termini istituzionali e amministrativi, è un passaggio che prima o poi prenderà campo, un processo naturale che in futuro si verificherà e che oggi è opportuno ipotizzare".
E, fuori di metafora, non accadrà in vista delle elezioni amministrative del 2014: “Accellerando le cose il rischio è quello di non riuscire a far comprendere ai cittadini quali e quanti vantaggi e benefici porterà questa operazione alle nostre comunità. Non mi sembra corretto invitare i cittadini ad esprimersi su una questione che ha ancora bisogno di tempo per raggiungere i giusti livelli di maturazione. E’ importante che il processo sia condiviso e non imposto”.
di Redazione
© RIPRODUZIONE RISERVATA



































