Compie trentacinque anni il Viola Club Tavarnelle. E per l’occasione, il presidente Morando Morandi, storico proprietario del negozio di macelleria in centro del paese, preme l’acceleratore sul ritrovato entusiasmo del popolo viola.
"Quest’anno – dice al Gazzettino – si riparte alla grande, con una cena evento ad aprile per presentare il nostro nuovo progetto, Godimento Viola".
Sintesi perfetta della stagione che la squadra gigliata sta facendo vivere ai tifosi, dopo due anni di buio pesto. Un progetto ambizioso, che consiste nell’istituzione di un premio da destinare a un calciatore o dirigente viola alla fine di ogni campionato.
"La sera di giovedì 11 aprile saremo in tanti – prosegue Morando – con Sandro Mencucci e alcuni fra i più importanti giornalisti fiorentini: Benedetto Ferrara, Luca Calamai, David Guetta, Alessandro Rialti. Verrà fuori sicuramente una bella serata".
In attesa del rilancio, dunque, un po’ di storia in breve. Nel 1978 nasce il club, ad opera di tre soci fondatori (Morando è uno di questi). Come spesso succede in piccole comunità, diventa ben presto un importante punto di aggregazione, attestandosi stabilmente sulle 120-130 tessere e togliendosi anche qualche piccola soddisfazione: "Fra gli affiliati all’ACCVC, siamo quelli con lo striscione più lungo, 11 metri".
Poi un po’ la pay tv, un po’ le nuove norme che rendono sempre più difficile andare allo stadio ("in trasferta poi, non ne parliamo: ormai andiamo solo in macchina, ma ogni domenica siamo almeno 8-10, dovunque giochi la Fiorentina"), un po’ le ultime due stagioni, avevano lavorato ai fianchi uno dei club più longevi dell’ACCVC.
Che ora ha finalmente deciso di rimettere la testa fuori, affidando le redini a un gruppo di giovani. Si parla di storia, ma anche del presente, con ancora la sensazione di doccia calda, e profumata, del 4-1 sull’Inter di domenica sera (non si parla del 2-1 a Bologna…).
Che poi diventa subito fredda quando torniamo con i piedi tristemente per terra, e non per questioni calcistiche: "Mario Ciuffi era un caro amico – ricorda Morando nel commentare la scomparsa dell'amatissimo giornalista-tifoso – lo conoscevo bene dal '93 quando iniziai a frequentare il ring dei tifosi. Da lì nacque un bel rapporto, che lo portava quassù da noi di tanto in tanto. Mancherà a noi come a tutta Firenze, una persona del genere è insostituibile".
Si conclude tornando sulla cena di aprile: "Spero che per i tifosi della zona sia un’occasione per avvicinarsi al club, il nostro obiettivo è di riunirli, fare in modo che chiunque nella zona ha il cuore viola faccia della nostra sede (il bar degli Amici, n.d.r.) un posto dove passare abitualmente. Se la cena sarà aperta a tutti? Tutti, insomma, mica tanto…aperta solo ai tifosi viola».
di Leonardo Pasquinelli
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