Etichette d’autore (del Maestro Sergio Nardoni) per i vini pensati con lo chef Claudio Cini

Metti uno chef sambuchino innamorato del territorio (Claudio Cini) e un altro sambuchino di grande livello, il Maestro Sergio Nardoni (li vedete in foto insieme, Claudio a destra, Sergio a sinistra), ed ecco nascere una collaborazione all'insegna della creatività.

 

"L'idea dei "Vinicini" – spiega lo chef – nacque nell'ambito delll'inaugurazione della Piramide di Sergio Nardoni nella piazzetta di Sambuca: è nata la prima ispirazione testando un prodotto vinicolo, abbinato alla vela delle fanciulle vendemmiatrici. E' nata così "La profondità in superficie", una bottiglia alta, piramidale, e con un prodotto composto da Sangiovese e Merlot. Riposa per un anno in botti di rovere,prodotto testato per una cucina Italiana ed internazionale".

 

"I "Vinicini" – prosegue – vengono prodotti in collaborazione con Gold Fenice di Tavarnelle. La società si sta rinnovando con altri prodotti per la ristorazione. Le etichette sono opere già esistenti e che associamo ai prodotti: ad esempio scherzando e mangiando maiale è nato il "Trogolaio", un insieme di uve Sangiovese (60%) e Merlot (30%)".

 

"Nella nostra collezione – conclude Cini – mancava un supertuscan e così nasce "In volo",composto da Sangiovese e Cabernet Sauvignon 50/50. Ma pensando anche alla stagione estiva è nato un nuovo nettare rosato, un po' femminile, "Pettegolo Rosa", Sangiovese vinificato in bianco con aggiunto dello Chardonnay, adatto per aperitivi, prime pietanze e formaggi".

 

"La gioia condivisa con gli altri, è gioia doppia per tutti. Sono parole del grande poeta tedesco Wolfgang Goethe – spiega Sergio Nardoni – scritte nelle sue memorie  durante  il  “grand tour” in Italia, sottolineando, tra le innumerevoli bellezze scoperte nel nostro bel Paese, quella gioia leggera ed evanescente provata  intorno ad un tavolo con dei buoni amici, circondati da un paesaggio meraviglioso, ricco di grandi opere d’Arte e magari davanti ad un buon bicchiere di vino. Un vero e proprio incontro tra anime belle, suggellato  da quell’ineffabile grazia che solo il profumo, l’aroma, l’armonia di un buon vino può dare".

 

"Del resto – prosegue – una terra fertile di grandi artisti, grandi opere e di incomparabili paesaggi come la Toscana non poteva che dare frutti straordinari come questo nostro vino".

 

Nardoni, semplicemente e con sincerità, in questo lavoro, racconta tutto questo. Ad esempio, per l’etichetta di “In volo”, ha dipinto l’aperta visione di una idilliaca campagna toscana, che si spalanca oltre il gruppo di personaggi danzanti in costumi multicolori, facendo perdere lo sguardo tra il sereno mareggiare delle colline. Al centro di questo paesaggio incantato si stagliano i protagonisti,  figure di un’età senza tempo, eterni viandanti alla ricerca della propria dimensione, personaggi del circo della vita, guitti, giocolieri e musicanti, che sembrano cimentarsi, lungo il loro perenne cammino, in un improbabile, ma da tutti sempre sognato, tentativo di volo. In fondo, sembrano dirci, siamo fatti poco meno degli angeli…

 

Amore e bellezza, e gioia, e il loro reciproco intrecciarsi nei volti delle persone ritratte, nei loro gesti,  negli spazi, nelle cromie accese,  danno vita così anche ai riflessi luminosi di un’altra anima bella, quella dell’artista, innamorata del colore, della vita e dell’arte.

di Redazione

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