Anche Renato Guttuso ha messo la sua prestigiosa sigla sui manifesti che negli anni d’oro della Festa del Bruscello vestivano a festa il borgo medievale di San Donato in Poggio.
Una delle realtà toscane, divenute ormai rare, dove l’antica tradizione contadina per decenni ha intonato canti tra le piazze, ha colorato e addobbato le finestre, ha animato il paese con palii e rievocazioni storiche, ha coinvolto migliaia di persone, tra cittadini e turisti.
Scomparsa dalle scene, ma non dal cuore dei sandonatini, dagli anni ’90, stornellatori e attori del Bruscello del passato vogliono tornare ad esibirsi per divertire la comunità ed insegnare ai giovani esperienze e tecniche di una tradizione fortemente radicata nel territorio. Eredi che, per fortuna, non si sono fatti attendere.
All’appello dei maestri bruscellatori ha risposto un gruppo di ragazzi di San Donato ai quali gli artisti Massimo Salvianti, Bettina Corsi e alcuni storici organizzatori della festa come Corradino Ninci hanno cominciato a trasmettere contenuti e modalità espressive del Bruscello. E’ così che prende avvio il percorso di rinascita della festa i cui primi ricordi risalgono agli anni ’40. Unione dei Comuni di Barberino e Tavarnelle e cittadini stanno lavorando fianco a fianco per rimetterla in piedi già a partire dal prossimo giugno.
“L’idea che stiamo condividendo con la frazione – spiega l’assessore alla cultura Patrizia Sollazzi – è quella di riportare in vita un’importante tradizione della cultura popolare rinnovandola con un taglio prevalentemente culturale, pensiamo di allestire una tre giorni infarcendola di spettacoli nelle piazze e nel teatro della Filarmonica, oltre ad un evento espositivo a Palazzo Malaspina che raccoglierà tutte le locandine, firmate anche da grandi pittori come Guttuso, che negli anni hanno pubblicizzato la festa del Bruscello”.
Una rappresentazione che ogni anno i cittadini attendevano con ansia. “Per dieci giorni consecutivi – ricorda Corradino Ninci – in ogni angolo del paese la comunità rendeva omaggio ai ritmi della vita contadina; gli spettacoli che mettevamo in scena con una compagnia di circa venti persone tra cantanti, attori e musicisti seguivano alternativamente due filoni: quello comico in cui le storie narrate erano caratterizzate da un registro beffardo e quello storico che rievocava le vicende di alcuni personaggi come Pia de’ Tolomei, gentildonna senese citata da Dante nel Purgatorio; cantavamo in sestine, quartine, ottava rima e tantissima era la gente che ci seguiva, lavorava e dava il suo contributo volontario alla preparazione della festa, ogni anno ripeteva con noi il rito dei contadini che un tempo improvvisavano bruscelli da un’aia all’altra”.
Organizzato con il coinvolgimento della comunità, il ritorno della festa ha in serbo anche una sfilata in costume per le vie del paese. “Proprio in vista dell’iniziativa invito i cittadini – conclude l’assessore Sollazzi – a riscoprire questa tradizione leggendo alcuni dei testi più antichi del Bruscello che proprio la biblioteca comunale “Alda Merini” di Barberino ha la fortuna di custodire”.
di Redazione
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