Mozione del gruppo di maggioranza a Tavarnelle. Il vicesindaco: “Almeno posticipiamola”

“Un macigno fiscale per i cittadini, le piccole medie imprese e i commercianti destinato a gravare sulle tasche di chi fa fatica ad arrivare a fine mese e che, con la prima scadenza a luglio, rischia di schiacciare pesantemente le imprese già gravate dal pagamento di altre imposte come l’Imu”.

 

Per il gruppo di maggioranza del consiglio comunale di Tavarnelle il versamento della prima rata della Tares, il nuovo tributo comunale sui rifiuti, in vigore dal 2013 secondo il decreto legge n. 201/2011, non solo porrebbe problemi di tipo organizzativo e gestionale al Comune e all’azienda cui è affidato il servizio rifiuti, ma andrebbe ad aggravare il forte e diffuso momento di crisi che sta vivendo il territorio.

 

E’ questa la riflessione che ha portato i consiglieri del gruppo Centrosinistra per Tavarnelle a presentare una mozione che è stata discussa in consiglio comunale, nella seduta di giovedì scorso, in cui è ribadita la contrarietà rispetto al pagamento della prima rata prevista a luglio.
 

Una posizione pienamente condivisa dal vicesindaco David Baroncelli (in foto) che esprime un parere nettamente critico nei confronti della Tares e delle sue modalità applicative. “In un momento in cui, a causa della crisi finanziaria che non accenna a indietreggiare, i cittadini e soprattutto le imprese hanno perentoria la necessità di essere favorite e supportate con operazioni di rilancio, agevolazioni, anche fiscali, e interventi finalizzati al sostegno e alla promozione della loro competitività ecco che arriva la Tares che non dà energia al mondo del lavoro ma al contrario va a comprimere la sua capacità di spesa e investimento con un carico fiscale che avrà un considerevole impatto sul nostro tessuto produttivo, e come se non bastasse, va a sommarsi al pagamento di altre imposte come l’Imu del 16 giugno, l’Iva e altre scadenze statali”.

 

“Questa applicazione della Tares – prosegue Baroncelli – contrasta con quella che è la visione di crescita del Paese dove le aziende possono avere un futuro e stabilità se vengono detassate, se i costi del lavoro vengono tagliati e se le stesse non vengono risucchiate da problemi di liquidità; il nuovo tributo va esattamente nella direzione contraria: inasprisce ulteriormente il carico fiscale dei cittadini e delle imprese andando ad esasperare un periodo di concentrazione di pagamenti di imposte. Se non è possibile evitarlo almeno lo si proroghi al 2014 in modo da ripensare alle sue modalità di applicazione che sono piuttosto complesse. Anche per ciò che riguarda la riscossione la Tares implica non pochi problemi: utilizzo del solo modulo F24 e del bollettino postale, impossibilità di riscossione tramite gestori o terzi abilitati”.
 

Al sindaco e alla giunta, la mozione chiede di farsi portavoce e proporre la proroga dell'entrata in vigore della Tares al 1 gennaio 2014 all'Anci, ai gruppi parlamentari neoeletti, al Governo, al Presidente del Consiglio, al Ministero dell'Ambiente e al Ministero dell'Economia e Finanze.

 

“Vogliamo meno tasse sulle aziende per dare energia al lavoro; possiamo evitare il tracollo cercando almeno di posticipare il pagamento della Tares al 2014 – conclude Baroncelli – il rinvio permetterebbe una migliore predisposizione del processo applicativo dell’entrata”.
 

di Redazione

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