Dopo le dimissioni da assessore, Giacomo Cencetti è tornato ad occuparsi attivamente di politica: è lui infatti uno dei punti di riferimento nella fase di rinnovamento del Partito democratico di Barberino Val d'Elsa. Un rinnovamento che guarda invariabilmente a quanto sta accadendo anche a Tavarnelle.
Cencetti, dopo le dimissioni di Carlo Del Michele dalla segreteria del Pd di Barberino ci spiega come si è mosso il partito?
"Le dimissioni di De Michele, che ringrazio per il lavoro svolto in passato, sono cadute in un periodo difficile per il Pd, ma dalle cadute e dalle crisi ci si rialza e magari si impara sempre qualcosa. Devo dire che dopo il risultato elettorale (clicca qui per leggere i risultati) al di là della delusione ho potuto vedere un nuovo entusiasmo e voglia di ricominciare a lavorare perchè il circolo di Barberino torni ad avere una maggiore presenza e contatto con la popolazione. E' in questa ottica che abbiamo iniziato ad incontrarci con il circolo di Tavarnelle cogliendo l'opportunità di trovare un migliore confronto sulle problematiche di un territorio sempre più omogeneo sotto il profilo della gestione dei servizi oltre che sul piano storico e culturale".
Quale il suo ruolo oggi? Dopo l'addio alla giunta torna in pista con un ruolo politico?
"Le mie dimissioni dalla giunta dell'Unione Comunale furono per motivi legati ad impegni strettamente personali, ma al peso delle passioni non si comanda ed ecco che appena sono tornato ad avere maggiori disponibilità di tempo mi sono ritrovato ad occuparmi di politica".
Manca un anno alle elezioni amministrative, come avete intenzione di muovervi?
"Le ultime due campagne elettorali per le amministrative ci hanno arricchito con l'esperienza della costruzione del programma elettorale elaborata coinvolgendo oltre alle forze politiche di centro sinistra gli altri soggetti del territorio, come le associazioni, le imprese e la forte partecipazione di singoli cittadini appartenenti alla cosiddetta società civile. Credo che tale esperienza potrà ripetersi, magari cercando forme di partecipazione ancora più coinvolgenti ed efficaci".
La segretaria del Pd di Tavarnelle Paola Forconi ha fatto un passo indietro in vista di una possibile unione fra i circoli di Tavarnelle e Barberino: percorso da voi condiviso?
"Il passo indietro di Paola Forconi (clicca qui per leggere l'articolo) mi ha colto di sorpresa, ma lo ho ritenuto un gesto a cui va il merito di aver dato inizio al percorso di coordinamento politico per il Pd di Barberino e Tavarnelle. É stato importante partire da eguali livelli organizzativi per poter affrontare una fase precongressuale che potrà confluire in un unico circolo o in una articolazione che conservi i due presidi su territorio".
Qual è la posizione del Pd di Barberino sull'unione definitiva fra i due Comuni?
"Al di là del percorso delle gestioni associate di questi anni la fusione dei due Comuni dovrà essere una decisione condivisa con la cittadinanza e non senza una verifica formale. A suo tempo abbiamo visto che prima ancora che le amministrazioni comunali affrontassero le gestioni associate dei pubblici servizi molti soggetti del territorio ed in particolare il mondo dell'associazionismo locale era da tempo abituato a vedere Barberino e Tavarnelle come una realtà omogenea. Oggi, oltre a questo ormai maturo sentore locale di territorio unico soprattutto sul piano dei servizi, nel contesto generale di riorganizzazione delle autonomie locali potrebbe verificarsi una forte spinta a livello nazionale verso le fusioni dei piccoli comuni. Perciò la politica comunale e specialmente il Pd in questo momento non può permettersi di temere di affrontare tale tematica, bensì dovrà valutarla attentamente e discuterla come ogni opportunità di sviluppo del territorio. Concludo dicendo e ripetendomo un po' che quando si toccano le identità comunali non si parla solo di numeri e di economie nella spesa, ma si va a toccare una percezione identitaria viva nella cittadinanza e quindi occorre agire con saggezza senza inspiegabili fughe in avanti e diviene assolutamente necessario il pieno coinvolgimento della popolazione".
di Matteo Pucci
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