TAVARNELLE – Inaugurata domenica 16 giugno si svelerà "Dacia Manto Clauddeopsis – Lo sguardo di Claude", installazione permanente ideata da Dacia Mant, curata da Arabella Natalini, per Tusciaelecta.
Tusciaelecta che, lo ricordiamo, dal 1996 è una manifestazione d’arte pubblica volta a produrre un modello di ridefinizione del paesaggio e del tessuto urbano attraverso l’inserimento di opere d’arte contemporanea nel Chianti.
La ricerca di Dacia Manto è contraddistinta da una costante riflessione sulla relazione tra paesaggio naturale e artificiale, sull’ambiguità della nostra percezione e sulla capacità dello sguardo di costituirsi come strumento di appropriazione del reale.
L’opera permanente ideata da Dacia Manto appositamente per il Comune di Tavarnelle, trae ispirazione dal cosiddetto Claude Glass, un dispositivo ottico che prende il nome dal celebre artista Claude Lorrain, considerato il maestro della pittura di paesaggio. In passato tale strumento è stato impiegato dai pittori del Settecento e dell’Ottocento, ma anche da generici viaggiatori e conoscitori, come filtro per l’osservazione della natura, in virtù delle sue particolari proprietà di rispecchiamento dell’ambiente circostante.
La peculiare conformazione delle sue lenti permette infatti un ampliamento e un’alterazione della consueta percezione del paesaggio che vi si riflette: il colore brunito rende i valori tonali più soffusi e morbidi – simili a quelli di un antico dipinto – mentre la forma convessa restituisce un orizzonte più esteso di visione.
Dacia Manto propone un’inedita ridefinizione dei luoghi in cui l’installazione si colloca. A partire dalla piazza centrale (piazza Giacomo Matteotti), spazio pubblico per eccellenza dove da sempre si concentra l’attività politica, commerciale e sociale del paese, l’artista riflette sull’interazione tra gli abitanti, la natura e l’architettura circostante.
A questo primo nucleo, si vanno poi ad aggiungere altri elementi che creano un percorso ideale che dalla piazza conduce alla vicina biblioteca e alla più appartata Chiesa di S. Lucia al Borghetto, dove la presenza dell’uomo si dirada per lasciare spazio alla natura e all’imponenza del paesaggio.
di Redazione
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