“Neanche il Coronavirus ferma la caccia”: lettera di Legambiente Chianti F.no

Indirizzata al presidente Rossi: "In Toscana ci sono cittadini di Serie A e di Serie B?..."

CHIANTI FIORENTINO – Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta, inviata dal circolo Legambiente Chianti fiorentino al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

 

Egregio Presidente, Lei si è preso una bella responsabilità nel firmare l’Ordinanza regionale N.36 del 14 aprile, che consentirà a numerosi cittadini-cacciatori di potersi spostare tranquillamente nel territorio, diventando, quindi, potenziali vettori del coronavirus causa della patologia Covid-19, che, come sappiamo, è un virus che prevede un contagio da individuo a individuo e trova, pertanto, nel distanziamento sociale, una delle principali misure preventive volte a prevenirne la diffusione .

 

La caccia non ci sembra un’attività essenziale per l’economia della Toscana ed anzi sembra piuttosto un tipo di attività che, se svolta in gruppo, (è il caso, per esempio, della caccia agli ungulati), può comportare difficoltà nel rispetto delle distanze.

 

Siamo ancora in piena pandemia e la Regione Toscana non ha dati particolarmente confortanti, tanto che non sembra, obiettivamente, che ci sia la possibilità di poterne uscire in tempi rapidi.

 

 

Purtroppo i positivi al virus sono centinaia ogni giorno, così come molti sono i decessi ed i posti letto ancora occupati nelle terapie intensive degli ospedali.

 

Inoltre, sono decine di migliaia i cittadini in quarantena fiduciaria e/o obbligatoria presso il proprio domicilio.

 

Lei Presidente, in quanto massimo rappresentante politico e amministratore della regione, dovrebbe avere a cuore la salute di tutti i cittadini.

 

Risulta pertanto suo dovere primario, quindi, applicare e far rispettare il più possibile il ”distanziamento sociale”, unica arma di difesa veramente efficace attualmente a nostra disposizione per difenderci dal coronavirus.

 

Dispiace anche che tale autorizzazione sia stata inserita nel mezzo ad altre disposizioni riguardanti l’agricoltura amatoriale e la silvicoltura, in una specie di atto mille proroghe molto in uso nel nostro paese.

 

Gli spostamenti e le attività venatorie che lei ha autorizzato, (glissiamo sulle giustificazioni pseudo scientifiche sulla necessità impellente degli abbattimenti della fauna, ormai mero copia incolla degli organi scientifici della Regione, che basano la narrativa di tale ordinanza e che sembrano in alcuni casi quasi pretestuose , ma anche comiche, quali la ….sicurezza della circolazione…, davvero curiosa in una fase di lockdown generale), difficilmente potranno essere oggetto di controlli da parte delle forze dell’ordine preposte, strenuamente impegnate nell’attività di vigilanza in ottemperanza a quanto disposto dai decreti del governo, volti a contenere la diffusione del virus.

 

Riteniamo che la Regione Toscana non abbia affatto intenzione di legiferare differenziando i cittadini in categorie: quelli di serie A ai quali tutto è consentito e quelli di serie B ai quali è consentito meno.

 

Pensiamo anche che la regione si preoccupi di dare ai cittadini e al mondo intero l’immagine di una regione che fa scelte coerenti e rigorose, ispirate a criteri scientifici e non a visioni di parte.

 

Coerenza e rigore sono le garanzie essenziali per la tutela della salute ed il futuro di tutti i cittadini della Toscana.

 

Siamo pertanto convinti che Lei Presidente vorrà rimediare a questa “svista” cassando il punto 2 dell’Ordinanza, proprio per una visione generale delle problematiche della Regione e non parziale, confezionata ad hoc per i cittadini-cacciatori, che devono come ogni cittadino-comune (e coscienzioso) restare a casa, in una fase della nostra vita difficile e complicata a causa del coronavirus e dalla quale si esce solo rispettando tutti regole uguali per tutti e purtroppo rigide.

di REDAZIONE

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