“Caccia e Coronavirus, dispiace che certo mondo ambientalista diffonda false notizie”

Dura replica del Comitato Unitario Cacciatori Barberino Tavarnelle alla lettera di Legambiente Chianti Fiorentino

BARBERINO TAVARNELLE – Ha suscitato ampio dibattito la lettera inviata alla redazione del Gazzettino del Chianti nei giorni scorsi dal circolo Legambiente Chianti Fiorentino.

Una lettera che commentava in modo a dir poco critico la delibera regionale nella quale si è preso in esame anche una parte del mondo venatorio.

Lettera criticata aspramente da molti che quel mondo venatorio lo compongono, che l’hanno definita a più ripresa strumentale. In sostanza, dava una interpretazione non reale della delibera.

A mettere nero su bianco le critiche del mondo venatorio è il Comitato Unitario Cacciatori Barberino Tavarnelle, in una lettera aperta in risposta che riceviamo e pubblichiamo.

A seguito della lettera inviata al Gazzettino del Chiantri in data 14/04 da parte di Legambiente Chianti, riguardante le presunte “concessioni” indicate nell’Ordinanza 36 del 14/04/2020 che la Regione Toscana, su proposta della Direz. Agricoltura e Sviluppo, avrebbe dato ai cacciatori, il Comitato Unitario Cacciatori di Barberino Tavarnelle, vuole confutare tali affermazioni.

Rimarcando come tali “concessioni” siano limitate al solo personale in possesso del decreto di cui art. 51 della L.r.3/1994 (ovvero le Guardie Venatorie Volontarie che in quel contesto sono equiparati alla figura di Pubblici Ufficiali) e rientrano nelle attività previste dall’Art. 37 L.r. 3/1994 (contenimento ungulati e specie problematiche).

Tale ordinanza coinvolgerebbe quindi solo poche decine di persone ed ha, tra l’altro, riscosso l’approvazione di tutte le rappresentanze del mondo agricolo.

I liberi spostamenti sono invece severamente limitati ai comuni di residenza e comunque nel pieno rispetto da quanto riportato nella Direttiva Nazionale del Consiglio dei Ministri per quanto riguarda le strette regole di sicurezza dettate dall’emergenza da Covid-19 e gestiti e monitorati direttamente dalla Polizia Provinciale.

Questo, per chiarezza nei confronti di chi, non conoscendo l’argomento, abbia preso per veritiere notizie palesemente contraffatte, dettate dal solo interesse di parte, volte unicamente a creare discredito verso la nostra categoria che invece non trae alcun vantaggio da questa grave situazione che ci accomuna tutti.

Dispiace che alcune frange del mondo ambientalista si ingegnino a creare, in modo pretestuoso, una situazione falsata nel tentativo di portare l’opinione pubblica sulle proprie posizioni distorcendo, come in questo caso, la verità oggettiva, mentre sarebbe sempre auspicabile un confronto scevro da posizioni ideologiche.

Comitato Unitario Cacciatori, Barberino Tavarnelle

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