TAVARNELLE (BARBERINO TAVARNELLE) – Lo sapevano già che Mario con il suo ultimo gesto, nel dicembre dello scorso anno, aveva salvato una vita. Ma vederlo così, nero su bianco, su una lettera inviata a casa dall’Ausl Toscana Centro, ha commosso e reso ancor più orgogliosi.
In questi giorni di pandemia da Coronavirus, di futuro incerto, di isolamento, poche ore dopo il termine della giornata nazionale per la donazione degli organi, in casa della famiglia Rossetti, a Tavarnelle, è arrivata una lettera che ha fatto fare un balzo al cuore.
“Desideriamo manifestarvi – si legge nella lettera firmata dal direttore S.O.S. Donazione e Trapianti dell’Ausl Toscana Centro, dottor Alessandro Pacini – il nostro più sentito ringraziamento per la generosità e l’altruismo dimostrati, acconsentendo alla donazione degli organi di Mario presso l’ospedale Santa Maria Annunziata”.
Gli occhi si offuscano per la commozione. Ma si prosegue nella lettura: “Con queste righe vi vogliamo esprimere le nostre più sentite condoglianze per la scomparsa del vostro congiunto, nella speranza che l’encomiabile gesto da voi compiuto, con il tempo, vi permetterà di affrontare il dolore con animo più sereno, ed auspichiamo potrà essere di esempio per quanti si troveranno nella possibilità di donare”.
Poi la parte più commovente, emozionante: “Vi comunichiamo inoltre che del vostor gesto di solidarietà ha beneficiato una persona di sesso femminile di 47 anni. Se desiderate altre informazioni o approfondimenti, o ci volete semplicemente incontrare, non esitate a contattarci”.
La lettera finisce con i numeri di telefono. Si ritorna a respirare. Ci si asciugano gli occhi. Si guarda una foto su una mensola, su un mobile. E si racconta chi era Mario Rossetti.
“Ha sempre fatto il commerciante – inizia il ricordo dei familiari – Vendeva le scarpe con la mamma in un piccolo negozio a Tavarnelle. E facevano i mercati rionali: lunedì a San Casciano, giovedì a San Gimignano e poi a Firenze, al Galluzzo…”.

“Ma la sua grande passione – e il ricordo sfiora una splendida foto in bianco e nero, la vedete qui sopra – era la musica. Suonava nella Bandaccia di Marcialla, i suoi strumenti erano il clarinetto e il sassofono, che aveva imparato a suonare da autodidatta”.
Un uomo con lo sguardo sempre rivolto anche agli altri: “Era volontario alla Misericordia di Tavarnelle. Andava a portare i malati a fare le terapie (dialisi o chemioterapie) perché lui non era adatto ad andare sull’ambulanza in servizio 118. In questo modo era impegnato ogni giorno, e tante erano le discussioni in famiglia perché rientrava sempre tardi per il pranzo”.
Questa era la vita di Mario da quando era andato in pensione. La famiglia, la musica, il volontariato.
“Poi un giorno è caduto da una scala – qui i ricordi si fanno più tristi – Non si è mai capito il motivo, se si sia sentito male o se la scala si è chiusa improvvisamente. Era il novembre 2018: ha sbattuto la testa, ma sembrava non fosse niente di grave. Invece a distanza di alcuni mesi, nel giugno dello scorso anno, ha iniziato ad avere disturbi nella mobilità. Non camminava più bene.
Inizia il pellegrinaggio fra dottori e ospedali per capire di cosa si tratta. Se si può fare qualcosa: a Siena individuano il problema e si decide per una operazione.
“Lui era felice – ricordano i familiari – perché non voleva vivere così, senza essere autonomo. Lo hanno operato e a novembre stava un pochino meglio, tanto che disse che voleva tornare a suonare e a fare volontariato alla Misericordia. Anche se non vado più a fare servizio, ci disse, voglio andare dai ragazzi disabili ad aiutare loro”.
Il 18 dicembre 2019 una brutta emorragia non gli ha dato scampo. In poche ore è finito tutto. Ma la fine è il mio inizio, come scriveva Tiziano Terzani. Anzi, l’inizio per un’altra persona in questo caso.
“In quel momento – concludono i familiari – ci hanno chiesto se volevamo donare gli organi. Noi non abbiamo esitato perché lui aveva sempre fatto il volontario, quello è stato il suo desiderio fino alla fine. Quando abbiamo detto sì all’espianto non sapevamo neanche che alla sua età (81 anni) fosse possibile. C’è davvero poca conoscenza in questo senso: invece è incredibile come da una morte possa arrivare una, si può dire, nuova vita. E soprattuto in questi tempi ci sembra un bel messaggio di speranza”.
Grazie Mario. A nome di tutti noi.
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