Brillante successo dell’iniziativa organizzata nei giorni scorsi a Villa San Filippo

BARBERINO VAL D'ELSA – Cinquecento anni dopo Niccolò Machiavelli è stato “ricevuto” e “onorato” da un gruppo di cittadini interessati a capire la modernità del suo pensiero e l’attualità del suo trattato più letto e tradotto nel mondo: “Il Principe”, scritto proprio a pochi chilometri da Villa San Filippo (Barberino Val d'Elsa), all’Albergaccio di San Casciano, dall’estate all’inverno del 1513, ma pubblicato postumo nel 1532, in due contemporanee edizioni a Roma e a Firenze.

 

Ad argomentare sul trattato, nei giorni scorsi, con l'organizzazione di Sveva Nardella e Claudio Tongiani, sono arrivati un onorevole, Dario Nardella, giovane e stimato esponente della politica italiana, già vicesindaco di Firenze; un professore di filosofia, Venanzio Nocchi, già sindaco di Città di Castello e senatore della Repubblica, autore di saggi importanti sulla storia del pensiero dai Greci ai nostri giorni; un docente di liceo, Baldassarre Caporali, studioso della filosofia del Novecento e interprete di Gadamer. Interrogati nel corso della piacevole conversazione da un dirigente scolastico emerito, Matteo Martelli, studioso di cultura letteraria e artistica, esperto di educazione e didattica.

 

Tanti i temi affrontati, stimolati anche dai numerosi interventi del pubblico, attento, interessato e competente. Il pensiero del Machiavelli (esponente di primo piano della Repubblica fiorentina nel decennio di Pier Soderini agli inizi del Cinquecento, accusato dai Medici di complotto, incarcerato e torturato, quindi amnistiato in seguito all’elezione a papa di Leone X e confinato in Val di Pesa nel marzo del 1513) è stato attraversato in lungo e largo.

 

Sono state  sottolineate:  la genialità del pensatore fiorentino, la lucidità con cui ha interpretato la crisi dell’Italia (e degli stati minori come quello fiorentino) proponendo concrete soluzioni, la lungimiranza al cospetto di una classe politica corrotta e incapace di riconoscere la forza delle nuove monarchie (francese e spagnola).

 

Machiavelli, inascoltato, ha denunciato i danni provocati alla penisola dalla politica dello stato vaticano, l’incongruenza del ricorso alle milizie mercenarie e la necessità di un esercito popolare, l’arretratezza di una classe dirigente non all’altezza dei tempi, l’ipocrisia di chi non aveva il coraggio di riconoscere che il ricorso alla violenza può essere utile al raggiungimento del bene comune e che morale e politica sono autonome.

 

I riferimenti al presente non potevano mancare, così come l’attenzione a quel mondo straordinario che è stato il Rinascimento, l’epoca della  bellezza rappresentata soprattutto in Toscana.

 

L’arte e la cultura rinascimentali, i costumi e la cucina di quell’epoca eccezionale, pur segnata da una grave crisi economica, politica e sociale, perfino la musica sono state richiamate per completare in forma realistica un quadro della società del tempo che trova nelle città toscane e nelle campagne di questa regione, a cominciare dalle valli del Pesa e dell’Elsa, uno dei momenti e dei luoghi di più alta creatività della storia.

di Redazione

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