TAVARNELLE (BARBERINO TAVARNELLE) – Mai come quest’anno il Chianti fiorentino ha avuto una così vasta proposta di candidati al consiglio regionale.
Fra questi il tavarnellino Gianni Mantelli, candidato nel collegio Firenze 2 (Chianti, Valdarno, Valdisieve, Mugello) con Toscana a Sinistra per sostenere la candidatura a presidente della Regione Toscana di Tommaso Fattori.
“Abbiamo pochi giorni a disposizione – dice Mantelli – e pochi mezzi economici. Ma siamo abituati ad andare contro corrente e, come al solito, a lottare fino in fondo. L’emergenza sanitaria ha messo a nudo i limiti e i nodi irrisolti del nostro modello di sviluppo definito da più di trenta anni di politiche neoliberiste”.
“Tagli alla sanità – prisegue – distruzione dell’ambiente, dissesto idrogeologico, stravolgimento dell’ecosistema, deforestazione selvaggia, aumento smisurato delle disuguaglianze, concentrazione della ricchezza nelle mani di una esigua minoranza della popolazione mondiale, proliferazione delle guerre e dei fondamentalismi religiosi. Fattori economici, politici e sociali che costringono milioni di persone, tutti gli anni, a migrare per sfuggire alle carestie, alla fame, alla guerra, alle dittature”.
“Le elezioni regionali – rilancia – sono una occasione importante per dare un segnale di cambiamento, per chiudere con la stagione delle privatizzazioni e dei tagli e tornare ad investire nella valorizzazione dei beni pubblici. Noi pensiamo a un ruolo nuovo della regione, ad una regione imprenditrice che investa nei settori strategici-sanità, economia verde, scuola – e che crei buona occupazione”.
“Invece in Toscana – aggiunge – sia Giani che Ceccardi, Pd e Lega, continuano a puntare sulle grandi opere inutili e costose come il nuovo aeroporto di Firenze (nonostante che il TAR della Toscana e il Consiglio di Stato abbiano bocciato il progetto di ampliamento dell’aeroporto di Peretola) e l’autostrada tirrenica. Opere, è bene ricordarlo, dal gravissimo impatto ambientale”.
“Toscana – continua Mantelli – nella quale Giani e Ceccardi fanno a gara a chi progetta e realizza il numero maggiore di inceneritori, replicando idee e progetti ormai superati, obsoleti e costosissimi. Ecco, ciò che sconcerta maggiormente è che, i due principali competitori di queste elezioni regionali, Ceccardi e Giani, facciano entrambi riferimento a un modello di sviluppo simile e che, nelle scelte strategiche, la pensino allo stesso modo”.
“Non è un caso – riprende Mantelli – che, Pd e Lega, abbiano votato contro la proposta di Tommaso Fattori di ripubblicizzazione dell’acqua nella legislatura appena terminata. Un episodio significativo, così com’è significativa l’accelerazione di Pd e Lega per portare a compimento l’iter istituzionale sull’autonomia differenziata. Una riforma che avrebbe come diretta conseguenza la rottura degli equilibri dell’ordinamento giuridico e dell’eguaglianza dei cittadini nel godimento dei diritti fondamentali cambiando, di fatto, il volto della nostra Repubblica e dando luogo a una sorta di secessione fiscale delle regioni a più alto reddito”.
“Toscana – accusa Mantelli – nella quale la sanità è stata progressivamente privatizzata, tagliati i posti letto, chiusi i presidi territoriali, ridotti il personale medico e gli operatori sanitari. Occorre quindi una svolta vera, non di facciata, che consenta un cambio di passo non solo per uscire dalla crisi provocata dall’emergenza sanitaria (sono 50.000 i posti di lavoro a rischio nella nostra regione), ma per ridisegnare il modello economico e di sviluppo della Toscana. A partire dalla sanità territoriale, dalle attività di prevenzione, dalla assunzione di medici e operatori sanitari, dalla modernizzazione delle strutture ospedaliere, dalle piccole opere utili di manutenzione del territorio che possono fin da subito creare lavoro e dare lavoro”.
“La svolta – indica – non può prescindere dagli investimenti per favorire il processo di transizione ecologica dell’economia, la mobilità sostenibile, soprattutto quella elettrica, l’economia circolare, l’efficentamento energetico. La Commissione Europea ha messo a disposizione della regione Toscana 154 milioni di euro. Questi soldi possono e devono essere utilizzati, in buona parte, per realizzare nuovi depuratori e nuove discariche per lo smaltimento dell’amianto, per la bonifica dei siti industriali e delle discariche abusive, per finanziare i progetti delle imprese manifatturiere che investono nella innovazione e nella ecosostenibilità dei processi produttivi e dei prodotti. Tutte cose richieste più volte da Legambiente e dalle altre associazioni ambientaliste”.
“Così come è fondamentale – dice ancora – che alcuni servizi essenziali – acqua, trasporto locale, rifiuti – tornino sotto la gestione pubblica. Perché si può creare buona occupazione valorizzando i beni comuni, utilizzando i profitti per migliorare i servizi invece che riempire di soldi le tasche degli azionisti”.
Mantelli è convinto che ci siano “le basi per definire un nuovo piano per il lavoro, non solo per tutelare il lavoro esistente, ma per crearne di nuovo puntando sui nuovi settori strategici e sulle tecnologie pulite, ovvero dimostrando nei fatti di credere nell’economia verde, in una Toscana ecosostenibile. Voglio poi, in conclusione, indicare due elementi strategici che compongono il quadro del nuovo modello di sviluppo pensato per la nostra regione: riqualificazione delle periferie e piani strutturali o operativi dei territori a volumi zero per incidere concretamente sui cambiamenti climatici”.
“Tutto questo richiede coraggio politico – conclude – indipendenza dai centri di potere economico, finanziario e dell’informazione, visione del futuro, controllo democratico delle cittadine e dei cittadini sui processi politici attraverso meccanismi di partecipazione alle scelte strategiche del governo regionale, amore per i beni comuni, per la politica intesa e interpretata come sfida generosa per la collettività”.
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