Questa sera a Tavarnelle si presenta il suo libro in cui ipotizza chi possono essere gli esecutori

TAVARNELLE – Attesa per la presentazione del libro “Quando piovevano le bombe. 1994: Violenze e “guerra ai civili” tra la Val di Pesa e la Val d’Elsa” (edizioni Effigi) scritto dal giornalista e ricercatore Claudio Biscarini (in foto), che si terrà questa sera, mercoledì 24 luglio, alle 21.30 in piazza Matteotti (clicca qui per leggere i dettagli).

 

Biscarini, grazie ad un frammento di diario in suo possesso possiamo dire che ha finalmente scoperto chi è stato l’esecutore della strage compiuta a Pratale la sera del 23 luglio 1944?

"Non si può dire di aver finalmente scoperto i presunti autori della strage, ma ci sono forti indizi che nel diario che ebbi molti anni fa da un reduce tedesco, ci si riferisca a un episodio che potrebbe essere Pratale".

 

Possiamo ipotizzare che gli stessi siano stati gli autori della morte dei civili a fabbrica e a Le Corti nel comune di San Casciano?

"Sicuramente gli autori della strage di Fabbrica e Le Corti appartenevano allo stesso reparto di paracadutisti che fece la strage di Pratale. Non è possibile ipotizzare che si trattasse proprio degli stessi militari".

 

In quello che fu ritrovato a Roma con le ante rigirate verso la parete poi denominato “Armadio della vergogna“, contenente i fascicoli delle stragi, è possibile che vi si trovi anche qualche documento sulle stragi di Pratale (Tavarnelle) e quelle di Fabbrica e Le Corti (San Casciano)?

"Nel cosiddetto "Armadio della vergogna" non ci sono fascicoli relativi a questi episodi. Ormai quei documenti che erano stati "archiviati" nel 1960 sono stati tutti inviati alle sedi dei Tribunali Militari competenti e per la Toscana quello di competenza si trova a Roma. Il Comune di Tavarnelle contattò qualche anno fa il dottor Marco De Paolis, Procuratore Militare presso quel Tribunale, a cui furono inviati tutti i documenti raccolti dal sottoscritto, compresa una sua relazione, e dal dottor Carlo Gentile, compresa una sua relazione, con lo scopo di iniziare una inchiesta".

 

Ammesso che qualcuno dei soldati tedeschi siano ancora in vita e individuati, potrebbero essere processati?

"A quanto mi risulta, a tutt'oggi non è stato possibile rintracciare nessuno dei militari tedeschi citati nei documenti che fornimmo. Ovviamente, trattandosi di un piccolissimo gruppo di militari tedeschi, l'inchiesta si è rivelata estremamente difficile se non impossibile. Ormai, molti son deceduti a causa del passare del tempo. Se, per ipotesi, fossero rintracciati certamente potrebbero essere, dopo una istruttoria necessaria, incriminati e portati in giudizio".

 

Li resto… lo potrete apprendere durante la presentazione con gli interventi di Sestilio Dirindelli, sindaco di Tavarnelle, dell’autore, di Stefano Fusi (consigliere provinciale), Gabriella Congedo (giornalista e ricercatrice), Mario Papalini (editore). Coordina la serata l’assessore Patrizia Sollazzi.

 

di Antonio Taddei

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