Forse 10 a Sambuca e 45 a Inveruno. Smentiti progetti di delocalizzazione industriale

SAMBUCA (TAVARNELLE) – Non sono le 70 paventate nei giorni scorsi (clicca qui per leggere l'articolo), ma 55. Ma c'è, ovviamente, poco da stare allegri.

 

Queste le righe, asciutte, emesse dalla Carapelli oggi: "Carapelli Spa ha annunciato in data odierna alle organizzazioni sindacali l’apertura della procedura di mobilità per 55 posizioni lavorative presso gli stabilimenti di Tavarnelle e Inveruno".

 

"La decisione dell’azienda – si legge nel comunicato aziendale – si è resa necessaria per il perdurare della crisi economica e il conseguente calo generalizzato della spesa per consumi nel settore alimentare. Nel segmento dell’olio di oliva tale calo è stato pari nell’ultimo anno a circa il 10%".

 

"La contrazione della domanda – prosegue – è in gran parte attribuibile al forte incremento dei prezzi al dettaglio, conseguente al sensibile aumento del corso delle materie prime. Di questa situazione hanno sofferto in misura maggiore le aziende di marca a vantaggio delle marche private (private label) e dei prodotti a basso prezzo". 

 

"L’avvio della procedura di mobilità annunciata oggi – si legge ancora – rappresenta il definitivo completamento di un percorso strategico attraverso il quale il gruppo Deoleo sta da tempo riorganizzando la propria presenza industriale in Italia e in Spagna, con l’obiettivo di dotarsi di un assetto organizzativo caratterizzato da un maggiore livello di efficienza ed efficacia".

 

L’azienda ribadisce che "nei due stabilimenti di Tavarnelle e di Inveruno, continueranno a essere prodotti i marchi italiani del gruppo Deoleo (Carapelli, Bertolli e Sasso) già presenti in oltre 50 Paesi" e smentisce "l’esistenza di qualsiasi progetto di delocalizzazione industriale". 

 

"Sul fronte commerciale – è la conclusione – i marchi italiani beneficeranno sempre più del network commerciale del gruppo Deoleo. La recente apertura di nuove filiali in Cina, Francia, India e Malesia e della prossima prevista in Colombia, darà nuovo slancio alla presenza internazionale di tutti i marchi italiani".

 

C'è da capire, senza voler fare distinzioni fra Tavarnelle e Inveruno ma con un occhio di attenzione, per quanto ci riguarda, allo stabilimento e ai lavoratori della Sambuca, quante di queste 55 mobilità si concentreranno nel Chianti: pare, e il condizionale è davvero d'obbligo, che si dovrebbe arrivare a dieci.

di Matteo Pucci

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