S.Casciano, 16enne perseguitata da coetanei: già tre denunce. Il legale: “Lei e familiari spaventati”

Una chat su Instagram nella quale viene attratta con inganni e lusighe, poi inizia l'incubo: offese, foto, allusioni sessuali. "Ma anche sguardi in pubblico" dice il suo avvocato. Che ci racconta tutta la storia

SAN CASCIANO – Questa che raccontiamo è una storia purtroppo sempre più comune. E’ la storia della paura che entra prepotentemente nella vita di una ragazza di 16 anni e della sua famiglia. Da un cellulare.

E’ la storia di Lucia (il nome che usiamo è di pura fantasia), 16enne sancascianese, che da mesi sta vivendo un vero e proprio incubo.

Un incubo che stanno cercando di dissipare i carabinieri della Stazione di San Casciano, al lavoro con accuratezza e professionalità.

Un incubo che il legale di Lucia, l’avvocato Simone Boccali, ha deciso (con l’assenso della famiglia) di rendere pubblico. Perché del resto si sa, con il buio gli incubi sono sempre più brutti. Cercando di fare un po’ di luce può darsi che inizino a dissolversi. 

“Già da luglio – inizia l’avvocato Boccali – questa vicenda è iniziata con una denuncia depositata dal nostro studio (lavoro insieme all’avvocato Benedetta Venezia) direttamente presso la Procura per i Minorenni di Firenze”.

“Una denuncia – racconta – in cui raccontavamo come la ragazza fosse rimasta vittima di offese molto pesanti ed oscene, mediante una chat aperta su Instagram. Ed inizialmente anche con messaggi sul suo cellulare”.

Poi ci spiega come è accaduto: “L’escamotage è stato molto semplice: i giovani hanno adescato la ragazza, nel senso che dapprima le hanno fatto complimenti del tipo “sei bellissima”, “ti amo””.

“Poi – continua – carpita la fiducia, hanno iniziato ad offenderla, facendo pesanti apprezzamenti fisici ed oscene allusioni sessuali”.

“Da precisare – aggiunge l’avvocato Boccali – che i nomi dei giovani coetanei (parliamo di ex compagni di scuola media, n.d.r.) risultavano visibili “in chiaro”, mentre il nome della chat riportava il nome di una ragazza non conosciuta”.

“Addirittura – riprende il legale – attraverso un numero di cellulare inserito nella chat, la ragazza ha effettuato una chiamata alla quale ha risposto un uomo, che poi si è scoperto essere il padre di uno dei giovani bulli”.

La trafila della persecuzione è, purtroppo, un classico: “Sono state inviate foto di parti intime di un ragazzo sconosciuto, probabilmente si tratta di un giovane (indicato con nome e cognome) al quale avevano rubato la foto dell’account”.

La persecuzione prosegue, e il legale si rivolge anche alla Stazione dei carabinieri di San Casciano, con due denunce in serie.

“A fine luglio – racconta l’avvocato Boccali – e a metà settembre. Carabinieri che prontamente hanno fatto partire le indagini, dopo aver acquisito tutte le chat ed i nomi dei ragazzi ritenuti responsabili”.

Anche la seconda denuncia alla Stazione di piazza Cavour, quella di metà settembre, è stata fatta perché “altre immagini oscene ed altre offese a sfondo sessuale continuavano ad essere inviate alla ragazza”.

“Questa volta – precisa l’avvocato Boccali – ai carabinieri sono stati fatti anche i nomi di due giovani ragazze (amiche della vittima) a conoscenza del fatto che i bulli stanno continuando a diffamare la giovane, anche mediante altre chat”.

Ma la persecuzione va anche oltre l’ambito virtuale. Diventa presente anche per strada.

“Ogni qualvolta la ragazza vede i giovani – ci confida il legale di Lucia – o anche la madre di uno di questi, viene fatta oggetto di sguardi provocatori ed intimidatori”.

“La ragazza e la famiglia – conclude l’avvocato – sono seriamente spaventati da questa spavalderia, anche perché circolano strane voci di giovani ragazze pestate e fatte oggetto di svariate violenze fisiche”.

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