“Lo sciopero di oggi a scuola: una mancanza di rispetto per chi lavora nel settore privato”

"Credo che qualunque sia la causa, ci sia una forte mancanza di rispetto per chi ha davvero grossi problemi su come arrivare a fine mese e sulle prospettive future"

Buongiorno, la mia coscienza di babbo mi impone di scrivere un pensiero relativamente allo sciopero di oggi nelle scuole.

Mia figlia stamani ha preso regolarmente l’autobus per recarsi a scuola, già sapendo che probabilmente non sarebbe entrata per via di questo sciopero. E così è stato.

Ma non è questo il punto (immagino che lei sia contenta di non essere entrata!). La cosa che faccio fatica a buttare giù – e lo dico da figlio di un insegnante – è che in questo momento il personale scolastico tutto possa aderire ad uno sciopero quando per mesi sono stati a casa – certo non per colpa loro, ci mancherebbe – percependo regolarmente lo stipendio quando invece ci sono dipendenti del settore privato che stanno ancora aspettando la cassa integrazione e chi l’ha presa comunque ha avuto uno stipendio ridotto trovandosi quindi in forte difficoltà.

Tra l’altro, a breve terminerà il blocco dei licenziamenti (che ovviamente riguarda solo il settore privato!) e lì saranno dolori per molti.  

Non entro nel merito dello sciopero, credo che qualunque sia la causa ci sia una forte mancanza di rispetto per chi ha davvero grossi problemi su come arrivare a fine mese e sulle prospettive future.

Sicuramente ci saranno delle problematiche contrattuali che i sindacati fanno bene a mettere in evidenza – è il loro mestiere – ma non mi pare davvero il momento di fare scioperi, soprattutto la scuola.

Lo dico chiaramente, fossi un dipendente della scuola pubblica non mi sentirei per niente a mio agio a fare uno sciopero in questo momento.

Tanto più che dalle istituzioni ci viene ripetuto tutti i giorni che l’investimento nella scuola è primario (infatti nel mondo siamo quelli che hanno chiuso le scuole per più tempo!) e che il sapere delle future generazioni è il presupposto per costruire un mondo migliore.

La nostra generazione lascerà una montagna di debiti a questi ragazzi… almeno non ne facciamo degli asini!

G.F.

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