PANZANO IN CHIANTI-GRASSINA – Irresistibili. Come sempre. L’uno accanto all’altro. Lo sono in abiti “civili”, figuriamoci abbigliati da… Papi.
Lunedì scorso il macellaio panzanese Dario Cecchini e l’attore grassinese Sergio Forconi, si sono calati nei panni papali per alcuni scatti fotografici.
Uno “shooting” realizzato al Castello di Castiglionchio, nel comune di Rignano sull’Arno.
Si trattava dei provini per alcuni “quadri fotografici”, che saranno contenuti in un libro (che sarà presto pubblicato) realizzato da Alessandro Sarti.
“E’ la nostra banda del cazzeggio – dice Cecchini, che quando c’è da divertirsi non è secondo a nessuno – che ci ha particolarmente risollevato in questi tempi di Covid”.
Per questi quadri fotografici “io e Sergio – dice Cecchini – siamo due Papi. Va di moda così a Roma, non si può essere certo… a di meno in Toscana”.
“Anche i religiosi in questo periodo sono perplessi – sorride Dario – e il nostro sguardo lo conferma. Anche se lui, Sergio, è più adatto: se non faceva il comunista poteva fare il religioso. Io, da anarchico liberale, diciamo che mi adatto”.
“Scherzi a parte – dice Dario – è stato un pomeriggio all’antica, di mantenimento di spirito in questo momento un po’ così”.
“C’era anche uno che faceva il Savonarola – ride ancora Dario – personaggi del Calcio Storico fiorentino. La mia scena? La vedrete nel libro. Io sono un Papa (non mi ricordo quale) che con sdegno e riluttanza dà l’indulgenza plenaria a questo nobile. Che l’ha pagata fior di quattrini: ma che merita il mio sdegno papale”.
Salutiamo Dario, che ci congeda ricordandoci un concetto semplice semplice: “Se ci si scorda chi siamo e da dove si viene, sarà un problema capire… dove si andrà”.
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